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Auto ecologiche e ibride

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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Auto elettriche

Scritto da: fishersampei 22/06/2004 17.36


di norma un motore elettrico per essere utile a qualcosa dovrebbe aver attaccata una carrozzeria su di se




[SM=x44457] in effetti è il peso il maggior ostacolo... vedremo se con le batterie al litio, quando saranno disponibili massicciamente, miglioreranno qualcosa. [SM=x44464]

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Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vederti sperculeggiare quando le esporrai.
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Re: Re: Re: Auto elettriche

Scritto da: Etrusco 22/06/2004 18.17


Miky,
mi sembra di aver capito che ho scritto troppo e che non hai letto tutto, oppure che ho scritto troppe cose e troppo sinteticamente ... [SM=x44469]
comunque da come contesti tu sembrerebbe il cane che si morde la coda ed hai ragione, ma solo se le batterie venissero ricaricate dal solo motore termico...
invece è ora già possibile:
1) ricaricarle con degli alternatori azionati in frenata e rilascio,

2) poi presto potremo ricaricare le batterie anche con speciali sistemi di recupero d'energia dal fotovoltaico (addirittura si sta fantasticando su vernici fotovoltaiche sul tetto della carrozzeria...)

3) infine non dimenticare che al parcheggio si potrà ricaricare la batteria dalla rete elettrica (e magari in speciali stazioni fotovoltaiche..)[SM=x44450]


1) Hai voglia a ricaricare le batterie in frenata!! Mi ti rendi conto, che durante la marcia si frena per pochissimo tempo, la quantità di energia che si riesce a recuperare è minima. Anche perchè, ad un certo punto, devono intervenire i freni normali della macchina, sennò chissà dove vai a sbattere. E poi in autostrada quando non si frena mai, sta cosa è assolutamente inutile.
2) Anche in questo caso la quantità di energia immagazzinabile è minima! La lancia Thesis è dotata di un tetto di cristallo con celle solari, ma l'energia è solo sofficiente a far funzionare il ventilatore quando la macchina è sotto il sole in sosta. E poi chissà quanto costeranno ste vernici!!!
3) per me l'unica cosa per ricaricare le batterie sarebbe quella, che quando arrivi alla stazione di servizio, depositi il pacco di batterie scariche e monti delle batterie cariche. Cioè in pratica le batterie uno le noleggia e quando va a far rifornimento, le scambia con quelle cariche, in questo modo basterebbero pochisismi minuti per avere delle batterie cariche.
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Una soluzione alternativa è anche l'utilizzo di idrogeno come combustibile per motori a scoppio.

L’era dell’idrogeno è cominciata

Eppure di recente il prof. Zichichi al seminario di Erice sulle emergenze planetarie ha affermato: “L’idrogeno non ci salverà: il bilancio energetico per quanto riguarda la produzione è negativo”



Perché tanti interrogativi?

Cerchiamo di percorrere il cammino dell’idrogeno: dalla produzione alla distribuzione

Gli studiosi affermano che occorre risolvere le quattro “sfide” dell’idrogeno:

1 produzione;
2 utilizzo come combustibile;
3 stoccaggio;
4 distribuzione.


Perché?

PRODUZIONE

L’idrogeno è generalmente ottenuto da idrocarburi con processi di “reforming”, per gassificazione oppure per elettrolisi dell’acqua.


ELETTROLISI


L’elettrolisi è una reazione di dissociazione indotta dalla corrente elettrica: dalla molecola d’acqua si possono ricavare idrogeno ed ossigeno. Questo processo, concettualmente il più semplice , risulta anche il più costoso.

Valutiamo gli aspetti termodinamici della reazione:

H2O(l) --> H2(g) + ½ O2 (g)

DH0 = 286 KJ/mol;
DG0 = 237,4 KJ/mol.

L’operazione di elettrolisi avviene industrialmente in apparecchiature dette elettrolizzatori. Di conseguenza, l’elettrolisi è utilizzata per meno del 4% delle produzione totale dell’ idrogeno, in caso in cui l’ elettricità è poco costoso e/o quando è richiesta un’elevata purezza dell’idrogeno.


PROCESSO DI STEAM REFORMING


lo steam reforming da gas naturale è il processo economicamente più conveniente.

CH4 + H2O ? CO + 3H2

DH0 = 206 KJ
DG0 = 142 KJ
DG0 < 0 per T > 620 °C


Lo steam reforming è il processo più diffuso, ma certamente gli aspetti impiantistici e tecnologici non hanno costi così tanto bassi e soprattutto la materia prima è comunque METANO.

Occorre ricercare nuove possibili fonti di idrogeno, percorrere una strada produttiva che sia quanto più indipendente dal petrolio.
Produzione foto-biologica
Produzione da biomasse
Produzione di idrogeno dalle energie rinnovabili
Progetto Islanda: vento ed idrogeno

Progetto Utsira, isola vicina alle coste della Norvegia, dove è in atto una sperimentazione che prevede la produzione dell’idrogeno utilizzando l’energia eolica per poi ricavare dall’idrogeno l’energia elettrica da utilizzare in mancanza di vento. L’idrogeno quindi come vettore di energia.

altre info sui vari processi di produzione dell' idrogeno

UTILIZZO COME COMBUSTIBILE

La combustione dell’idrogeno in aria porta alla formazione di vapore d’acqua e di ossidi di azoto la cui produzione può essere notevolmente ridotta abbassando la temperatura di combustione ovvero con un elevato rapporto aria/idrogeno.

L’idrogeno impiegato in particolari dispositivi, le celle a combustibile, dà luogo ad una reazione di combustione che produce solo vapor d’acqua eliminando così qualsiasi emissione nociva.

Cos’è una cella a combustibile?

E’ un dispositivo in cui avviene un processo elettrochimico che porta alla produzione di energia. E’ composto da due elettrodi separati da un elettrolita:

all’anodo avviene la reazione di ossidazione del gas combustibile, l’idrogeno, con produzione di elettroni;

al catodo avviene la reazione di riduzione del gas comburente, l’ossigeno o l’aria, impiegando gli elettroni provenienti dal circuito esterno.


[URL] www1.provincia.venezia.it/lartis/EU_citizenship/idrogeno/cella%20a%20combustibile%...[=URL] Schema di funzionamento dei vari tipi di FUELL CELL


Una singola cella lavora a potenziali che vanno da 0,6 a circa 1 V con potenza di qualche W quindi per ottenere una tensione più elevata le celle elementari vanno collegate in serie così da costituire uno “stack”.


STOCCAGGIO E DISTRIBUZIONE


Perché è difficile e problematico effettuare lo stoccaggio e la distribuzione dell’idrogeno?

Valutiamo alcuni dati:
temperatura critica dell’idrogeno è pari a – 240 °C;
temperatura di ebollizione è pari a – 253 °C;
densità di energia (15°C, 100 KPa) = 10,3 MJ/m3.
Per evitare la vaporizzazione dell’idrogeno occorre mantenerlo ad una temperatura inferiore quindi occorre realizzare infrastrutture super-isolate, “serbatoi thermos” per le auto….

La leggerezza dell’idrogeno implica una densità di energia poco favorevole allo stoccaggio in forma gassosa: a 200 bar il volume dell’idrogeno è quattro volte superiore a quello del gas naturale, a parità di contenuto energetico. L’ulteriore compressione non è conveniente perché la spesa energetica necessaria non sarebbe controbilanciata dall’impiego dell’idrogeno compresso come combustibile.

L’Air Liquide dispone già di una rete di distribuzione dell’idrogeno gassoso nel nord della Francia, in Belgio e nei Paesi Bassi.


Metodo alternativo

Combinare l’idrogeno con degli idruri metallici che immagazzinano idrogeno in modo reversibile.

I materiali sono costosi e pesanti, ma compatti; possono contenere tre chilogrammi di idrogeno in un volume di 50 l.

A Barcellona è stata costruita la prima Stazione di rifornimento d’Europa per autobus alimentati a idrogeno.
L’impianto è stato costruito dalla Bp e rappresenta una delle tappe del Programma Clean Urban Transport for Europe dell’Ue, è dotato di un elettrolizzatore che produce idrogeno utilizzando energia elettrica e per un 5% anche energia solare. L’idrogeno viene compresso ed erogato.


[SM=x44515]

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Ecco un prototipo di macchina con motore a idrogeno:

Ford Focus C-MAX

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L'appuntamento è uno dei più importanti per queste vetture
a energia solare. Quest'anno sono state 43 le auto al via
Auto solari in pista a Suzuka
E' il Solarcar Race 2004

di VINCENZO BORGOMEO

[IMG]http://www.repubblica.it/2004/g/motori/luglio04/corsasolari2/reut_5127881_19560.jpg[/IMG]
Akira Tomitaka posa davanti al suo prototipo
dopo la vittoria


La cosa più strana è vederle sfrecciare a Suzuka, la patria dei rumorosissimi bolidi di F1 e MotoGp: qui fa davvero impressione assistere alla gara delle silenziose auto solari che passano mute sul rettilineo.

L'appuntamento è uno dei più importanti per queste vetture alimentate da energia solare: il Solarcar Race che dal 1992 si corre ogni anno a Suzuka. E dove, su un percorso non certo assimilabile a quello delle normali condizioni di traffico, si danno battaglia praticamente tutte le migliori vetture del genere: da quelle realizzate dalle università a quelle nate dai laboratori di ricerca dei colossi automobilistici. C'è chi lascia correre la fantasia e si presenta al via con macchine simili alle F1 (con tanto di inutili spoiler) e chi invece si concentra nelle prestazioni, scimmiottando, almeno nella forma, i super prototipi delle case automobilistiche.

Quest'anno sono state 43 le auto solari che si sono date battaglia sul circuito di Suzuka, e alla fine l'ha spuntata Akira Tomitaka che con il suo missile silenzioso ha coperto i 63 giri del circuito in sei ore, 5 minuti e 55,143 secondi. Un record vero. D'altra parte qui a Suzuka si va proprio a caccia della migliore prestazione assoluta, e non serve l'affidabilità di altre gare per auto solari o la grandissima autonomia.

Il panorama delle corse per vetture del genere è infatti piuttosto variegato: la prima corsa si disputo nel 1984 in Svizzera, il Tour De Sol, ma solo con il famoso World Solar Challenge nato nel 1987 in Australia, queste competizioni presero il via a livello mondiale. Oggi - oltre a queste due - ci sono anche altre competizioni per vetture del genere: la Sun Rayce, la World Solarcar Tour Malaysia, la Grand Solar Challenge a Noto, la World Solarcar Rally ad Akita e la Solarcar Race di Suzuka, l'unica che si corre su una pista omologata per le Formula Uno, nel tempio della velocità giapponese.


(1 agosto 2004)

Fonte: la Repubblica

[IMG]http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/speciali/autosolari/reuters51277590108152928_big.jpg[/IMG][IMG]http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/speciali/autosolari/reuters51277570108152929_big.jpg[/IMG]
[IMG]http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/speciali/autosolari/reuters51279310108152912_big.jpg[/IMG]
[IMG]http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/speciali/autosolari/reuters51277520108152932_big.jpg[/IMG]

[Modificato da Etrusco 02/08/2004 14.34]

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Auto Ibride: Scopri i modelli 2018


Un veicolo ibrido è un modello che permette di ridurre i consumi e le emissioni di sostanze inquinanti. Queste vetture sono destinate ad aumentare tanto che si pensa che in un futuro prossimo sostituiranno le altre macchine.

Nel 2018, infatti, vi sono tante novità per quanto riguarda le auto ibride. Ecco i modelli che sono in attesa per l’anno prossimo:

    • La Lamborghini Urus è un suv dall’estetica sportiva che segna una svolta di design per questa casa automobilistica. Sarà presentata il 4 dicembre. Ha un motore di 600 CV e punterà ad allargare il mercato e le vendite in tutto il mondo. Esteticamente si inspira ai modelli del 2012 ed è considerato un suv urbano. Molti sistemi sono stati apportati per migliorare la motricità dell’auto in qualunque condizione atmosferica e su terreni sabbiosi, di terra o di neve. Passa da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Ha un costo di circa 140000 mila euro.

    • L'Opel Astra GSi è un altro modello ibrido con prese d’aria maggiorate e assetto ribassato che migliorano le prestazioni della vettura sulle curve. Esteticamente è una macchina molto simile alla Buick, con un look più accattivante. Ha 200 CV e si presenta come macchina sportiva adatta alla quotidianità. Il prezzo è di 35 mila euro.

    • A3 Sportback e-tron è la proposta di Audi per il 2018. Ha una potenza complessiva di 204 CV con cambio s-tronic. Per quanto riguarda i consumi vi sono 62,5 chilometri con un litro e 940 km di autonomia complessiva. Ha uno scatto da 0 a 100 in 7,6 secondi e può viaggiare fino a 222 km/h. Il punto più importante riguarda le emissioni che sono di 36 grammi di anidride carbonica per ogni chilometro. Ha un prezzo di 50000 euro.

    • La sfida delle vetture ibride è stata accettata anche dalla BMW con la Serie 5 530e iPerformance che ha un motore termico di 2 litri e una potenza di 252 CV. In modalità elettrica percorre circa 45 chilometri e può arrivare fino a 235 km/h con un’accelerazione di 6,2 secondi. Le emissioni registrate sono di 44 grammi di CO2 per chilometro. Ha un costo base di poco più di 57 mila euro. Si presenta esteticamente come un’elegante berlina 5 porte, con assetto sportivo e grande cura delle rifiniture.

  • Dal Giappone invece arriva il modello Lexus IS che ha un motore termico di 2,5 litri e un’unità elettrica di 143 CV. I consumi sono ridotti a 4,3 litri per 100 km. Quanto al listino prezzo si parte da circa 41000 euro, senza optional.


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30/11/2017 10.50
 
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Re:
Etrusco, 29/11/2017 11.36:

Auto Ibride: Scopri i modelli 2018


Un veicolo ibrido è un modello che permette di ridurre i consumi e le emissioni di sostanze inquinanti. Queste vetture sono destinate ad aumentare tanto che si pensa che in un futuro prossimo sostituiranno le altre macchine.

Nel 2018, infatti, vi sono tante novità per quanto riguarda le auto ibride. Ecco i modelli che sono in attesa per l’anno prossimo:

    • La Lamborghini Urus è un suv dall’estetica sportiva che segna una svolta di design per questa casa automobilistica. Sarà presentata il 4 dicembre. Ha un motore di 600 CV e punterà ad allargare il mercato e le vendite in tutto il mondo. Esteticamente si inspira ai modelli del 2012 ed è considerato un suv urbano. Molti sistemi sono stati apportati per migliorare la motricità dell’auto in qualunque condizione atmosferica e su terreni sabbiosi, di terra o di neve. Passa da 0 a 100 km/h in 4 secondi. Ha un costo di circa 140000 mila euro.

    • L'Opel Astra GSi è un altro modello ibrido con prese d’aria maggiorate e assetto ribassato che migliorano le prestazioni della vettura sulle curve. Esteticamente è una macchina molto simile alla Buick, con un look più accattivante. Ha 200 CV e si presenta come macchina sportiva adatta alla quotidianità. Il prezzo è di 35 mila euro.

    • A3 Sportback e-tron è la proposta di Audi per il 2018. Ha una potenza complessiva di 204 CV con cambio s-tronic. Per quanto riguarda i consumi vi sono 62,5 chilometri con un litro e 940 km di autonomia complessiva. Ha uno scatto da 0 a 100 in 7,6 secondi e può viaggiare fino a 222 km/h. Il punto più importante riguarda le emissioni che sono di 36 grammi di anidride carbonica per ogni chilometro. Ha un prezzo di 50000 euro.

    • La sfida delle vetture ibride è stata accettata anche dalla BMW con la Serie 5 530e iPerformance che ha un motore termico di 2 litri e una potenza di 252 CV. In modalità elettrica percorre circa 45 chilometri e può arrivare fino a 235 km/h con un’accelerazione di 6,2 secondi. Le emissioni registrate sono di 44 grammi di CO2 per chilometro. Ha un costo base di poco più di 57 mila euro. Si presenta esteticamente come un’elegante berlina 5 porte, con assetto sportivo e grande cura delle rifiniture.

  • Dal Giappone invece arriva il modello Lexus IS che ha un motore termico di 2,5 litri e un’unità elettrica di 143 CV. I consumi sono ridotti a 4,3 litri per 100 km. Quanto al listino prezzo si parte da circa 41000 euro, senza optional.



Una Lamborghini da 140mila euro? ecologica?
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