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L'OMBRA DEI RASNA - Il mistero degli Etruschi

Ultimo Aggiornamento: 29/09/2017 11.53
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L'emancipazione delle donne etrusche:
1

La condizione sociale della donna etrusca rappresenta un caso unico nel panorama del mondo mediterraneo.
Lo storico romano Tito Livio racconta che la donna etrusca “esce spesso per essere esposta agli sguardi degli uomini senza arrossire”; partecipa ai giochi, alle cerimonie e ai banchetti. A tal proposito Aristotele afferma che “gli Etruschi banchettano con le loro mogli, sdraiati sotto la stessa coperta”, cosa che ai romani e ai greci sembrava scandalosa poiché ai loro banchetti venivano ammesse solo le prostitute. Alla donna etrusca era inoltre concesso di sedersi vicino ad altri uomini e bere.

La posizione di rilievo occupata nella società è testimoniata, in mancanza di documenti scritti, da reperti archeologici, in particolare iscrizioni e rilievi funerari. Il ritrovamento nei corredi femminili di morsi di cavallo e di carri evidenzia la libertà di movimento delle donne dell’aristocrazia etrusca. Le pitture della tomba Tarquinese delle Bighe, invece, testimoniano la partecipazione della donna etrusca a manifestazioni pubbliche: in un fregio sono raffigurate varie gare sportive e tra il pubblico si riconoscono matrone e giovinette sedute tra il pubblico; in particolare sembra proprio una matrona in prima fila a dare inizio alle gare con un cenno.

Un ulteriore esempio del rilievo femminile in ambito etrusco è la formula onomastica bimembre. Le donne romane erano individuate dal solo nome gentilizio in quanto il prenome era considerato intimo e di sfera privata. Sulle iscrizioni vasali etrusche, invece, compaiono sia il nome di famiglia che il nome proprio, a testimonianza della volontà di affermare la propria identità da parte delle matrone. Il nome poteva essere tramandato ai figli accanto a quello del padre e veniva mantenuto dopo sposate.

Sapevano leggere e scrivere e risultavano proprietarie di botteghe e un’iscrizione ritrovata a Tarquinia attesterebbe addirittura la presenza di una donna magistrato. La società etrusca era, quindi, sostanzialmente paritaria o comunque teneva la donna in una posizione di rilievo e privilegio.

Quando l’Etruria entrò in contatto con il mondo greco-romano e l’influenza culturale si fece sentire in modo deciso non solo nelle arti ma anche sui costumi, le donne etrusche persero la propria libertà e indipendenza
ritrovandosi in una condizione del tutto simile a quella delle matrone romane dell’età arcaica: prive di diritto, sottomesse all’uomo e chiuse in casa.

Veronica Iorio

La donna nelle civiltà antiche

 


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Mercoledì 18 ottobre (Coppa Italia di serie C): Albinoleffe - MONZAblog191279 pt.19/10/2017 18.46 by mzregna
Chi passa di qui??? Oasi Forum62 pt.19/10/2017 19.13 by possum jenkins
Chelsea - RomaSenza Padroni Quindi Roma...44 pt.19/10/2017 13.22 by lucaDM82
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Fanum Voltumnae
Questa è una riproduzione della cartina di Filippo Ameti del 1696 dove si nota molto bene, tra San Lorenzo Vecchio e Bolsena (Viterbo), un luogo dove viene riportata questa scritta "ruderi templi".
[IMG]http://im4.freeforumzone.it/up/47/80/1130034080.jpg[/IMG]

Questa indicazione precisa, rimarca in maniera evidente che in quel luogo esistevano dei resti di costruzioni antiche, forse etrusche o comunque facenti parte di qualcosa di importante al punto da segnalarle. Comunque la ipotesi sostenuta del gruppo Archeologico Turan (foto con visione area di una ipoterica struttura), non può essere sottovalutata. C'è da segnalare, ricordarsi sempre che ad Orvieto secondo alcuni archeologi ci sarebbe l'ipotetico Fanum Voltumnae. Dopo 15 anni di scavo non sono riusciti a trovare una struttura simile a poter ospitare i giochi sportivi, che nel rescritto di Spello sono più volte descritti.
In una frase dell'editto sottolineava la sua ubicazione.......il luogo sacro e i giochi di svolgevano "APUD VOLSINIOS", che significa "VICINO PRESSO BOLSENA": Ora una scoperta così importante mi domando daranno l'autorizzazione di fare dei saggi di scavo?
[Modificato da Etrusco 24/01/2016 12.47]

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Oltre 2000 anni fa gli etruschi erano già capaci di fare grandiose opere di ingegneria idraulica per prevenire inondazioni e dissesti idrogeologici,
una capacità che ai giorni nostri non siamo più capaci di mettere in pratica...

Roma (RM) - loc Isola Farnese - Ponte Sodo

Non si tratta di un ponte quanto di una galleria artificiale scavata nei materiali vulcanici (piroclastiti e ignimbriti) in epoca etrusca e probabilmente rimaneggiata in epoca romana.

La galleria è lunga poco meno di 100 metri, alta mediamente 6-8 metri e larga 6-7. Sulla volta della galleria si aprono a distanze intermedie dai due imbocchi due pozzi rettangolari, restanti dalle attività di scavo ed estrazione dei materiali della prima galleria “pilota”, successivamente ampliata e squadrata.

Il termine “ponte sodo” non è esclusivo di questo sito, ma caratterizza quelle opere di ingegneria idraulica destinate a regimentare i corsi d’acqua, evitarne gli esondamenti e favorirne l’attraversamento (della stessa categoria fanno parte i cosiddetti “ponte terra”).

A questo scopo veniva scavata una galleria nel fianco del versante di una valle fluviale facendo “ingrottare” il corso d’acqua. In questo modo nel tratto sovrastante era possibile attraversarlo e veniva ampliata la portata complessiva del reticolo idrografico. Sulla volta della galleria si aprono due pozzi, restanti dalle attività di scavo ed estrazione dei materiali della prima galleria “pilota”, successivamente ampliata e squadrata.


Entra all'interno della grandiosa opera etrusca con il video di Go Outdoor, i video di Tesori del Lazio: LINK...


[Modificato da Etrusco 16/02/2016 11.32]

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Home > Bolsena tra Etruschi e Romani. Fonte: Ministero dei Beni Culturali ...


Evento associato a: 24/25 SETTEMBRE 2016: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO


Bolsena tra Etruschi e Romani. Alla scoperta delle radici storiche dell’antica città di Volsinii

Locandina
Locandina
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Durante le giornate del 24 e 25 settembre dalle ore 10 alle ore 12, presso l’area archeologica di Poggio Moscini, i soci del Gruppo Archeologico Velzna illustreranno le attività di volontariato svolte nel territorio.
I cittadini di Bolsena, visitatori e turisti, insieme ai volontari del Gruppo Archeologico potranno inoltre partecipare al lavoro in svolgimento presso il sito archeologico sperimentando in prima persona una prova sul campo per entrare in contatto con la “materia archeologica” e condividere l’esperienza formativa e culturale che ne deriva.


Redattore: LEONARDO PETOLICCHIO
Informazioni Evento:

Data Inizio: 24 settembre 2016
Data Fine: 25 settembre 2016
Costo del biglietto: Ingresso ed attività gratuite
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Bolsena, Area archeologica di Volsinii
Orario: Sabato 24: ore 8:00-14:00 (attività 10:00-12:00) Domenica 25: apertura straordinaria 9:00-13:00 (attività 10:00-12:00)
Telefono: 06 67233000
E-mail: enrico.pellegrini@beniculturali.it
Sito web
 
 
Dove:
 
Area archeologica di Volsinii
Proprietà: Ente MiBAC
Indirizzo: Via Orvietana 01023 - Bolsena (VT)
Telefono: 06.3226571
E-mail: enrico.pellegrini@beniculturali.it
Sito web

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   Bolsena tra Etruschi e Romani. Alla scoperta delle radici storiche dell’antica città di Volsinii

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VOLSINI VELZNA non è Orvieto ma è Bolsena.
Questa cartina presenta il solito errore storico, Volsini è il nome romano della città ubicata sulla riva del lago di Bolsena.Qui in questa rappresentazione viene indicato con questo toponimo Orvieto. Siamo sempre alla solita interpretazione sbagliata di un pensiero accademico sostenuto da una piccola parte. Si continua a sostenere un dettato storico che reca un ulteriore danno alla verità storica del popolo Etrusco. Confondendo l'antica città ETRUSCA Velzna (Bolsena) con Orvieto. Una domanda agli "abili" sostenitori della tesi Orvieto uguale a Velzna, questa capitale sacra e politica del popolo ETRUSCO quanto GRANDE poteva essere? Oppure quanto PICCOLA poteva essere? Sapete quante necropoli ORVIETO HA? E QUANTO SONO GRANDI? Sono appena due, quelle ubicate sotto la rupe.Poi pur di sostenere l'impossibile si vanno a cercare altre necropoli a diversi chilometri da Orvieto fino ad "appropriarsi" di necropoli sulle colline del lago di Bolsena (COMUNI DI BOLSENA E CASTELGIORRIO E SAN LORENZO NUOVO).
Seconda domanda forse qui non esiste risposta perchè ancora la devono cercare....Quale motivo o motivi sacri avete individuato in Orvieto per sostenere la tesi che quel luogo sia stato per il popolo Etrusco l'area sacra del Fanum Voltumnae e la sua capitale sacra? Risposta: non ci sarà mai, esiste solamente una grande "forzatura" su Orvieto sostenere a tutti i costi anche una verità storica priva di fondamento, .....non dobbiamo riscrivere la storia.....oramai è stata già scritta. Giusta o sbagliata bisogna andare avanti con questo pensiero.......Invece io e altri sosteniamo:"una cosa è certa sarà il tempo e i nuovi studiosi giovani o meno che porteranno avanti la verità su questo argomento."

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Progetto Bisenzio:
conferenza di chiusura della campagna di ricognizione archeologica di superficie 2017




Bisenzio 2017, Filedwalking (Photo A. Babbi)

Anche quest’anno, a conclusione delle ricognizioni archeologiche di superficie 2017, saranno pubblicamente illustrati i risultati preliminari delle attività di ricerca sul campo del Progetto Bisenzio dirette dal Dr. Andrea Babbi (Römisch-Germanisches Zentralmuseum Mainz). La relazione scientifica sarà questa volta arricchita dal contributo degli studenti della Scuola Primaria “Umberto Pannucci” di Capodimonte e della Scuola Secondaria di Primo Grado di Marta. Gli allievi introdurranno l’incontro ed illustreranno le riflessioni scaturite dall’attività didattica appositamente pianificata dalla Dr.ssa Veliana Olivieri e dal Dr. Babbi. Tale attività ha avuto luogo presso il Museo della Navigazione a conclusione della ricognizione del 2016, ed è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione dei membri dell’Associazione di promozione sociale ‘La Porticella’ di Capodimonte.

L’evento, che avrà luogo venerdì 22 settembre alle ore 18:30 presso “La Cascina” (Scuderie Farnesiane) a Capodimonte (VT), costituirà dunque un’importante occasione d’incontro e dialogo tra la comunità, le nuove generazioni e i ricercatori, utile anche per favorire la tutela e delineare possibili modi di fruizione del prezioso e fragile patrimonio culturale di Bisenzio.

Comunicato Stampa Progetto Bisenzio 2017

2017.09.22 Programma relazione alla cittadinanza campagna 2016 progetto DFG Bisenzio (Andrea Babbi)

Ubicazione delle Scuderie farnesiane: via della Cascina, strada laterale a destra del Museo della Navigazione.

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[Modificato da Etrusco 15/09/2017 12.56]

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VERTUMNO E VOLTUMNA
Le due principali divinità etrusche


Vertumno, tra le maggiori divinità del popolo Etrusco, è ricordato per una sua statua di bronzo, asportata dal Fanum Voltumnae e portata a Roma, come diversi storici latini nei loro scritti ricordano. L’esercito romano sconfisse definitivamente il popolo etrusco, arrestando la sua storia e la sua religione con la distruzione della città di Velzna nel 265 a.C. La statua di Vertumno, da Volsinii venne portata in un quartiere di Roma ( vicus tuscus), era ubicata in un tempio nell’area di Volsinii e Varrone definiva il dio come “DEUS ETRURIAE PRINCEPS”. Vertumno, era paredro di una altra divinità in età etrusco-romana conosciuta come Voltumna (identificata in Norzia, la dea Fortuna). Il libro di Cesare Morelli avente come titolo “ Volsini Etrusca”, pone molto bene il significato e il termine di questa divinità etrusca di Vertumno. Vertere, girare, cambiare, mutare, sono parole tutte con uno stesso significato;per esempio, il percorso di un qualsiasi oggetto in movimento può vertere, girare, cambiare o mutare direzione. Se ci riferiamo a un astro come il sole, il concetto è molto chiaro. Questo significato si addice molto bene riguardo al movimento in cielo del sole, specialmente delle date solstiziali o equinoziali. Il sole, arrivato in un punto del suo percorso, per alcuni giorni si “ferma”. “Solstizio”, significa che il sole sta fermo, la luce del giorno è per un breve periodo identica, per poi lentamente iniziare a decrescere. Il termine girare, vertere, cambiare gli si addice molto bene. Oppure nei diversi processi di maturazione di frutti, fiori, foglie e vegetali. Su questo processo camminano anche le stagioni e su questo percorso scorre il “tempo”. Tempo del percorso del sole, tempo delle stagioni, tempo del ciclo lunare. Tutti i popoli antichi avevano bisogno di conoscere il tempo e i ritmi dei diversi cicli delle stagioni e degli astri. La casta sacerdotale aveva il compito di segnare e misurare il tempo. Perché il tempo era reputato figlio di divinità che dimorano nel cosmo, perché è dagli dèi che nasce il tempo eterno. Misurare e conoscere il tempo era il modo principe per poter redigere un calendario sacro e agrario, era anche sviluppare un senso di conoscenza matematica e astronomica.

Il rito del “clavus annalis” che si svolgeva a Bolsena presso il tempio della Dea Norzia, era molto importante. La storia di un popolo non cammina solo su strade facilmente percorse da testi scritti ma viaggia anche su percorsi come quello del rito di Bolsena. Sarebbe troppo facile per tutti conoscere la storia solamente attraverso testi letterari, ma il rito del popolo etrusco del Clavus infixio è la testimonianza “scritta” che traspare se si riesce a capire l’importanza religiosa e sacra nel misurare il tempo. Il tempo era legato al grande valore sacro della creazione e del creato.

Voltumna (la luna) e Vertumno (il sole), divinità con il nome romanizzato che cosa volevano dire nel loro specifico significato? Nel nome e nei simboli sono racchiusi dei messaggi più profondi e i significati di un pensiero religioso. Vale a dire Vertumno, come Voltunmna-Norzia, era in relazione all’agricoltura e ai suoi prodotti. Queste divinità erano patrone dei frutti della terra: per Vertumno soprattutto la coltivazione delle vite, il dio dell’autunno e dell’equinozio, per Voltumna, dea della rinascita della vegetazione e dell’equinozio di primavera, la produzione del grano, l’acqua e la fertilità della terra. Queste divinità le ricordavano gli Etruschi nelle loro feste religiose al Fanum Voltumnae, sulle sponde del lago di Bolsena, divinità legate al ciclo delle stagioni e del sole. La principale celebrazione era in occasione del matrimonio tra Voltumna (la luna) e Vertumno (il sole),che si svolgeva al Fanum Voltumnae e cadeva molto probabilmente nel solstizio estivo il 24 di giugno, quando si effettuava il rito del clavus annalis, al tempio di Norzia ed era anche l’inizio della raccolta del grano.

La medesima tradizione la troviamo in Mesopotamia,dove sempre il 24 di giugno era il giorno del matrimonio tra il Sole e la Luna. Lo stesso giorno, il 24 di giugno veniva festeggiato a Roma dal re Servio Tullio, nel VI secolo a.C. la solenne festa di “Fors Fortunae” sulle rive del Tevere. VERTUMNO, divinità come tanti scrittori latini (Ovidio nel testo Metamorfosi XIV, Properzio in Elegie IV,2,) hanno ricordato era un’importante divinità etrusca, dio dei raccolti di fine estate e della vegetazione. Questa divinità avrebbe insegnato al popolo etrusco a coltivare la vite. Sicuramente la coltivazione combinava con la vendemmia e guarda caso cade nell’equinozio di autunno, con la fine della raccolta dei maggiori prodotti della terra. In sintesi queste potrebbero essere state le maggiori feste del popolo etrusco legate a queste due divinità, anche in occasione degli equinozi. Ora ritornando all’importanza di Vertumno e Voltumna , unite nel loro significato, creavano un armonioso fondamento all’interno della religione etrusca. Sono l’espressione religiosa più vera, in quanto davano benessere e ricchezza a un popolo. Ricchezza, prima dell’avvento della moneta non era altro che i prodotti della terra e la sua fertilità.

Il dualismo è stato sempre uno degli elementi di valutazione di un qualsiasi processo filosofico e religioso. Sole e luna, giorno e notte, luce e buio, freddo e caldo, maschio e femmina, fuoco e acqua, positivo e negativo, abbondanza e carestia, erano nella realtà una similitudine del territorio vulcanico, territorio ricchissimo di questo dualismo, necessario perché tutti vivevano in simbiosi di questo dualismo. In conclusione, in tutte le religioni arcaiche esisteva solo un tema fondamentale: la creazione degli esseri viventi e del mondo, la fertilità della terra e i suoi prodotti e questo gli Etruschi ce lo hanno insegnato e dalle loro ceneri è nato poi il cristianesimo. Dove Voltumna fu sostituita da Santa Cristina (patrona di Bolsena) e Vertumno da San Giovanni Battista (la presenza di San Giovanni Battista ed Evangelista intorno al lago di Bolsena conta ben 11 chiese e arriva a 18 in un raggio leggermente più ampio).
A cura di luigi catena 28.09.17


foto 1 chiesa di San Giovanni in Val di lago, comune di San Lorenzo Nuovo, probabile sito del tempio di Vertumno;
foto 2 Immagine di Santa Cristina di Bolsena;
foto 3 statuina di bronzo di Norzia rinvenuta a Bolsena presso il tempio di Norzia ,loc. Pozzarello;
foto 4 Vertumno mosaico del II sec.d.C. museo di Madrid.

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