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Elezioni Francia 2017

Last Update: 3/2/2017 7:25 PM
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Le Pen vs. Macron??
Rispetto a pochi mesi fa lo scenario francese decisamente cambiato: la destra è in crisi a causa degli scandali di Fillon, mentre la stella nascente di Macron brilla più che mai. L’unico punto fermo rimane il Front National di Marine Le Pen, vero avversario da battere alle elezioni di aprile. Vediamo la situazione anche attraverso l’occhio “imparziale” dei sondaggi.
Sondaggi elezioni Francia 2017: Fillon e socialisti al palo

L’ex-primo ministro candidato per alle presidenziali per la destra francese, viene decisamente ridimensionato dopo il così detto “Penelopegate”. Secondo la rilevazione dell’istituto OpinionWay, Francois Fillon avrebbe perso tutto il vantaggio accumulato prima degli scandali, fermandosi al 20% delle preferenze. Davanti a lui rimarrebbero quindi Emmanuel Macron, candidato indipendente, al 23% e Marine Le Pen al 26%. Al 14% troviamo invece il candidato socialista Benoit Hamon, mentre il candidato radicale Jean-Luc Melenchon rimane fermo all’11%. Lo stesso sondaggio rivela che, confermati questi risultati per il primo turno, al ballottaggio Macron batterebbe Le Pen con un ampissimo margine con il 65% delle preferenze contro il 35% della candidata euro-scettica. È interessante notare che, anche in caso fosse Fillon a finire in ballottaggio contro Le Pen, la leader del Front National uscirebbe nuovamente sconfitta da questo scontro: per lei solo il 39% di preferenze, contro il 61% del candidato della destra francese. Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi è previsto per il 23 aprile, mentre il ballottaggio si terrà il 7 maggio.

Il “Penelope Gate” e la crisi di Fillon

Nelle ultime settimane, François Fillon è finito al centro di una bufera giuridica e mediatica a causa dello scandalo legato agli incarichi fittizi assegnati alla moglie all’interno del Parlamento francese. Come evidenziato dal settimanale francese “Canard Enchainé”, Penelope Fillon nel corso di dodici anni come collaboratrice parlamentare avrebbe portato a casa un reddito di ben 830mila euro. Una cifra del tutto fuori portata rispetto alle retribuzioni ordinarie previste per i collaboratori con le sue presunte medesime mansioni. Fillon è stato dunque chiamato dalla magistratura a dimostrare che il reddito dichiarato corrisponda effettivamente a delle prestazioni di lavoro realmente effettuate dalla consorte, cosa che rimane alquanto difficile da credere visti gli importi rilevati dagli inquirenti. Sempre “Canard Enchainé” ha scoperto che la signora Fillon avrebbe ricevuto una retribuzione superiore ai 10mila euro mensili nel periodo in cui ha assistito il deputato Marc Joulaud. L’importo sarebbe addirittura oltre il limite di 9.560 € messo a disposizione dei parlamentari per la remunerazione dei propri collaboratori. Ma a rendere ancora più critica la situazione ci sono altre evidenze riscontrate dagli inquirenti: non ci sarebbero al momento prove di una effettiva presenza di Penelope nei contesti lavorativi dove avrebbe dovuto svolgere le mansioni da collaboratrice. Rimangono quindi forti dubbi sulla provenienza di quei soldi, ma il candidato della destra francese continua a insistere sulla legittimità di quegli introiti pur non riuscendo a fornire alla magistratura prove convincenti riguardo la loro natura. A inizio febbraio, Fillon ha chiesto ai parlamentari del proprio schieramento di sostenerlo e rimanere compatti ancora per 15 giorni, ormai giunti quasi a scadenza. La speranza è che arrivi l’archiviazione da parte della Procura, ma l’allargamento dell’inchiesta ai presunti incarichi fittizi anche dei due figli della coppia allontana questo scenario. Alcuni parlamentari della desta francese hanno già sollecitato il partito a scegliere rapidamente un nuovo candidato: i nomi potenzialmente in corsa sarebbero quelli dell’ex ministro François Baroin e del presidente della regione Hauts-de-France Xavier Bertrand, l’uomo che ha battuto Marine Le Pen nelle amministrative.

La spinta di Macron

Macron si presenta come un candidato “post-sistema”: in contrapposizione alla candidatura “anti-sistema” di Le Pen, Macron vuole incarnare il superamento dell’attuale struttura dei partiti in Francia in maniera diversa. Progressista e fortemente europeista, l’ex consigliere di Hollande lo scorso aprile ha fondato il suo movimento “En Marche!” raccogliendo da subito l’appoggio di migliaia di giovani di tutto il Paese da ogni estrazione sociale. La sua forza sono la promessa di novità e il dinamismo con cui presenta il proprio programma, comunque accompagnate da un po’ di demagogia che gli fa prendere le distanze dal vecchio sistema dei partiti.

Andare oltre la destra e la sinistra, non perché queste categorie abbiano perduto totalmente di senso, ma perché queste divisioni in questo momento storico sono almeno in parte superabili. Non bisogna essere l’uno o l’altro, bisogna essere francesi.
La popolarità di Macron ha messo in ombra sia la sinistra tradizionale, in cattiva luce dopo la tanto criticata presidenza di Hollande, che la destra moderata, con il “Penelopegate” che ha minato la reputazione del favoritissimo Fillon. La mancanza di retorica nei suoi discorsi rendono il leader di “En Marche!” un candidato concreto e il suo non essere “né di destra né di sinistra” gli permettono di raccogliere consensi un po’ ovunque. Un avversario perfetto per scongiurare la vittoria di Le Pen. Non mancano comunque dubbi riguardo il suo programma e il suo effettivo carisma come leader. Il suo piano di governo è ancora vago, ma i punti più importanti sono chiari: è contro il reddito universale proposto dai socialisti, vuole regole sul lavoro più snelle e meno burocratiche, è contro dazi e muri e ha lanciato l’idea di un bonus di 500 € ai giovani per la cultura (vi ricorda qualcosa?). Per rispondere alla crisi dell’UE, rilancia la proposta di una più concreta integrazione europea e la figura di un ministero della Difesa unitario.

La sicurezza di Le Pen

Io l’unica candidata del popolo. Se vinco, voto sull’uscita dall’Europa e via dalla Nato.
Così è possibile riassumere in poche parole il discorso tenuto da Marine Le Pen lo scorso 5 febbraio in occasione del lancio della sua candidatura alle presidenziali all’evento di Lione. Il suo programma conta in tutto 144 proposte, presentate al pubblico proprio nella due giorni per l’apertura della campagna elettorale. Oltre alla già citata “Frexit” ci sono altri cavalli di battaglia che stanno raccogliendo molto consenso fra i cittadini più scontenti: modificare la Costituzione per inserire il principio della “priorità nazionale ai francesi”, l’adozione di un massiccio protezionismo economico, aiuti statali alle piccole e medie imprese e una decisiva stretta sull’immigrazione. Anche per le misure sociali il partito rivendica la propria supremazia, proponendo addirittura la misura degli 80 euro in busta paga di renziana memoria per chi guadagna meno di 1500 euro al mese. Ormai da mesi, Marine Le Pen rimane la prima in termini di preferenze per gli elettori francesi. Tuttavia, nessuno crede realmente che riuscirà ad arrivare alla presidenza: per scongiurare una deriva nazionalista e anti-europeista della Francia, la base elettorale francese sembrerebbe pronta a votare compatta contro la leader del Front National, indipendentemente dal candidato avversario al ballottaggio. I sondaggi parlano chiaro: che sia Macron o Fillon, Le Pen è destinata a perdere con un ampio margine. Rimane comunque il fatto che il primo partito del Paese è un movimento anti-sistema, nazionalista e contro le politiche d’integrazione europea. E questa è una realtà con cui il futuro Presidente non potrà fare a meno di confrontarsi.

Commento- Io sono anti-euro e sostenitore di Marine, mio parere al ballottaggio la fottono ancora,, ma se mai dovesse succedere una TrumpATA francese, la UE è meglio che incomincia ad abbassare le mutande, sarebbe la fine del dominio tedesco e della finanza europea frega soldi.

Votre avis??????
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3/1/2017 2:50 PM
 
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Re: Le Pen vs. Macron??
pliskiss, 01/03/2017 14.32:


Commento- Io sono anti-euro e sostenitore di Marine, mio parere al ballottaggio la fottono ancora,, ma se mai dovesse succedere una TrumpATA francese, la UE è meglio che incomincia ad abbassare le mutande, sarebbe la fine del dominio tedesco e della finanza europea frega soldi.

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Marie mi sta simpatica, mi piace la sua determinazione, il suo sincero entusiasmo, mi dà l'idea di una pesona ispirata da ideali anzichè da lobby potenti che da dietro le quinte la finanziano e la manipolano come fanno in Italia con Renzi e i suoi compari...

Però lei parte svantaggiata, i francesi quando guardano Marie pensano a suo padre con tutto quello che di negativo porta dietro...
quindi Le Pen potrà vincere a mon avis solo se in Francia da qui alle prossime elezioni succedesse qualche altro fatto cruento che rimetta in primo piano i temi cari a Le Pen.
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3/1/2017 2:58 PM
 
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Non condivido tutto di Le Pen, alcune cose però le apprezzo, in ogni caso anche a me suscita empatia [SM=x44462] rimango a vedere con interesse cosa succede [SM=g1700002]
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Re:
Arcanna Jones, 01/03/2017 14.58:

Non condivido tutto di Le Pen, alcune cose però le apprezzo, in ogni caso anche a me suscita empatia [SM=x44462] rimango a vedere con interesse cosa succede [SM=g1700002]



Apprezzo le persone dallo spirito nazionalistico, il mio parere è che ogni nazione d'Europa ha le proprie caratteristiche e la propria politica, l'Europa Unita è stata una prova di 18 anni ma arrivati a questo punto è diventata una grande nazione con un problema immenso, cmq sia anche se la Le Pen non vince è una storia che col tempo dovrebbe finire, Stati Uniti D'Europa? Si nasce non lo si diventa [SM=x44458]
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3/2/2017 10:48 AM
 
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Re: Re:
pliskiss, 02/03/2017 00.49:



Apprezzo le persone dallo spirito nazionalistico, il mio parere è che ogni nazione d'Europa ha le proprie caratteristiche e la propria politica, l'Europa Unita è stata una prova di 18 anni ma arrivati a questo punto è diventata una grande nazione con un problema immenso, cmq sia anche se la Le Pen non vince è una storia che col tempo dovrebbe finire, Stati Uniti D'Europa? Si nasce non lo si diventa [SM=x44458]




Sulle criticità dell'UE si sapeva già tanto prima della costituzione effettiva della UE, lo stesso Mario Draghi fece la sua tesi di laurea evidenziando i lati negativi di una unione monetaria simile.
Quello che non capisco è perchè pur sapendo i rischi non si sia fatto nulla di efficace per compensare questi problemi, perchè non si può mettere insieme paesi con realtà economiche e finanziarie come Grecia, Portogarlo con Germania ed Inghilterra.

_________________


Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vederti sperculeggiare quando le esporrai.
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Re: Re: Re:
Etrusco, 02/03/2017 10.48:




Sulle criticità dell'UE si sapeva già tanto prima della costituzione effettiva della UE, lo stesso Mario Draghi fece la sua tesi di laurea evidenziando i lati negativi di una unione monetaria simile.
Quello che non capisco è perchè pur sapendo i rischi non si sia fatto nulla di efficace per compensare questi problemi, perchè non si può mettere insieme paesi con realtà economiche e finanziarie come Grecia, Portogarlo con Germania ed Inghilterra.



Beh, come in tutte le cose hanno fatto paesi di A,B e C, l'ex democristiano Prodi lo sapeva però l'hanno messo a tacere.
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