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Caso Bibbiano

Last Update: 7/19/2020 7:48 AM
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12/12/2019 8:31 PM
 
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Re:
Da da da, 12/12/2019 19.48:

Da come presenteno la situazione i giornali, con la scarcerazione del sindaco, sembra che stia finendo tutto a tarallucci e vino...

e quei poveri bambini coi relativi genitori chissà se e chissà quando avranno giustizia...




Comunque tutti gli indagati per i reati del caso Bibbiano erano professionisti, medici, psicologi, politici di alto livello del PD...
insomma non erano sprovveduti, sapevano di muoversi ai limiti della legalità e avranno messo in atto tutte quelle accortezze per non lasciare prove e non rendere evidente le loro responsabilità... [SM=x44464]
12/13/2019 12:37 AM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …







Claudio Foti




L'escalation piemontese di Foti,

a sostenerlo fu il Partito democratico



Anche in Piemonte sede principale di Hansel e Gretel, Claudio Foti ha approfittato di patrocini pubblici concessi da Pd e M5S per svolgere attività remunerativa di tipo formativo e terapeutico.
Se Claudio Foti negli anni ha riscosso il successo che lo ha portato a raggiungere livelli altissimi nel campo della psicologia è perché qualcuno ha dato credito a tutte le sue teorie, appoggiando le sue ipotesi ed elevandolo a guru della materia. E questo qualcuno è il Partito democratico.



Prima di approdare nel reggiano, infatti, il terapeuta finito al centro dell’inchiesta sui presunti affidi illeciti, è riuscito a portare in alto il suo nome tanto da poter vantare un curriculum pieno zeppo di eventi e convegni da lui presieduti, straripante di docenze di alto livello e una lunga serie di incarichi come consulente tecnico nelle aule di tribunale. Pur non potendo vantare di grossi titoli a livello di istruzione, dove riesce ad ottenere una laurea in lettere (presa in otto anni) e una serie di brevi corsi di specializzazione in ambito psicologico di poco credito. Vette altissime, che Foti ha scalato in Piemonte (regione in cui è nato e dove, anni dopo, ha fondato il centro Studi Hansel e Gretel) grazie al costante sostegno, anche a livello economico, del Comune di Torino, da sempre marchiato dalla direnzione dei partiti della sinistra.

Dall’85 all 89 infatti, il terapeuta con laurea in lettere, ha ricoperto il ruolo di professore di “psicologia della devianza” alla Scuola Superiore di Servizio Sociale, il cui ente di riferimento, si legge nel curriculum di Foti, è proprio il Comune di Torino. Poi, una serie di docenze nei vari comuni piemontesi che gli permettono di arrivare persino a ricoprire il ruolo di giudice onorario presso il tribunale dei minori di Torino per ben 12 anni (dal 1982 al 1994). Un successo che però si rivelerà il primo inciampo per Foti che, “almeno dal 97”, ci spiega la psichiatra Ptrizia De Rosa è stato messo da parte per quanto riguarda l’attività di consulente tecnico in ambito giuridico. “Si era capito che le sue relazioni eccessivamente sbilanciate verso i racconti delle vittime non coincidevano con le evidenze emerse durante le indagini e questo provocava attrito nei casi da portare a termine”. Insomma, il metodo del terapeuta che vantava conoscenze a livello internazionale, iniziava a destare sospetti per i magistrati. Non fu così per le istituzioni che, fino a pochi mesi fa, hanno continuato a finanziare i seminari dell’indagato.

Nel 2015, ad esempio, si svolse uno dei convegni patrocinati nella sala regionale Atc. L’obiettivo dell’incontro, dall’inquietante titolo “Recuperare i cattivi. Ma noi, siamo veramente buoni?”, era focalizzato sul lavoro psicologico da svolgere nei confronti di detenuti sex offenders.Tra i partecipanti, l’ormai onnipresente CISMAI. Nel programma, della durata di due giorni, anche il saluto istituzionale di Giovanna Pentenero (Pd), ex assessore all’istruzione, lavoro, formazione professionale della Regione Piemonte.

Stessa storia a marzo del 2017 quando, sempre nel medesimo spazio, gentilmente concesso dalla Ragione (al tempo sotto la giunta Chiamparino), si è svolto un’altro incontro di “due giornate di studio organizzate dal Centro Studi Hansel e Gretel.” Il tema era il cavallo di battaglia del professor Foti: “L’educazione sessuale che non c’è, l’abuso sessuale che c’è e il mancato ascolto dei bambini”. Questa volta, l’evento, era persino “accreditato per la formazione continua degli assistenti sociali”.

Infine, a febbraio del 2019, la onlus di Foti decise di organizzare un seminario in occasione del trentennale di Hansel e Gretel. Una tregiorni che si è tenuta nella sala convegni ATC di proprietà della Regione Piemonte che, “grazie ai patrocini pubblici viene concessa gratuitamente invece che al costo di 2250 euro da listino”, come ci spiega Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia. E, difatti, l’evento era organizzato con il patrocinio del Comune di Torino. Concesso, questa volta, dalla Giunta Appendino. Anche in questo caso l’incontro si rivelava di massima importanza per gli operatori socio-assistenziali, essendo accreditato dall’Ordine degli assistenti sociali per i crediti di formazione. I partecipanti, nonostante la concessione dello spazio a titolo gratuito, per assistere agli interventi dovevano versare 75 euro più IVA. Altro denaro veniva raccolto con una lotteria i cui fondi sarebbero stati destinati “alle terapie dei bambini in condizioni di difficoltà”.

Se Claudio Foti ha agito indisturbato per un ventennio formando, attraverso la sua ideologia, decine e decine tra assistenti sociali, operatori e addetti ai lavori c’è stato chi gli ha permesso di farlo. Sponsorizzando il suo operato e garantendo, anche, aiuti in termini di spese. Le amministrazioni Piemontesi hanno permesso al metodo finito sotto accusa per le storie dei bambini di Bibbiano di affondare le proprie radici in tutto il territorio. “Così - spiega Marrone - queste associazioni potevano anche influire sulla mentalità professionale degli assistenti sociali nel diffondere quest’ideologia di sostenere una diffusione capillare degli abusi sui minori e quindi dedurli anche quando non ci sono prove e anche nella mentalità di criminalizzare l’ambiente familiare e optare su l’allontanamento e l’inserimento in comunità o a famiglie affidatarie come una sorta di redenzione rispetto all’ambiente che viene molto demonizzato come quello della famiglia d’origine.”

E se le sviste degli anni addietro potrebbero sembrare ormai acqua passata, errore figlio di una dilangante “disattenzione”. In realtà il Partito Democratico sembra non voler optare per un cambio di rotta. In Regione, pochi giorni fa, è stata istituita una commissione d’indagine per fare chiarezza sul tema degli affidi a seguito di decine di segnalazioni arrivate da famiglie che denunciano di essere state ingiustamente allontanate dai propri figli. Il giorno della votazione il Pd, reduce peraltro dalle accuse di essere il “partito di Bibbiano” dopo che alcuni dei suoi esponenti sono rimasti invischiati nello scandalo di Angeli e Demoni, non ha partecipato al voto.

Il ritornello è sempre lo stesso, per la sinistra moderata non è compito della politica “ergersi a giudice”. Lo dichiara prontamente la consigliera Monica Canalis: “Non è nostro compito trasformare i consiglieri regionali in una sorta di pubblici ministeri e non dobbiamo mascherare da Commissione d’indagine conoscitiva quella che, a tutti gli effetti, sembra una Commissione d’inchiesta”. Ma c’è chi non ci sta. “Abbiamo recepito tutte le proposte di emendamenti che sono arrivate dal Partito Democratico su quest’ordine del giorno – dichiara Marrone – eppure il Pd alla fine non ha partecipato al voto. Hanno perso una buona occasione per fare chiarezza una volta per tutte.”

La stessa occasione che si sta lasciando sfuggire anche il governo giallorosso. Nonostante i continui solleciti da parte dei partiti dell’opposizione. “Alla Camera stiamo ancora aspettando che nasca una Commissione d’inchiesta - ha dichiarato il deputato della Lega Alessandro Morelli - continueremo a batterci affinché non cali il sipario sulla vicenda, in barba a quei media che ritengono sia “inutile” indagare su questo sistema”.



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12/13/2019 12:48 AM
 
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Re: Re:
topor@gno, 12/12/2019 20.31:




Comunque tutti gli indagati per i reati del caso Bibbiano erano professionisti, medici, psicologi, politici di alto livello del PD...
insomma non erano sprovveduti, sapevano di muoversi ai limiti della legalità e avranno messo in atto tutte quelle accortezze per non lasciare prove e non rendere evidente le loro responsabilità... [SM=x44464]




""""Comunque tutti gli indagati per i reati del caso Bibbiano erano professionisti, medici, psicologi, """

è la cosa più preoccupante che professionisti fanno queste cose, in buona fede volevano fare il giusto e invece hanno fatto il sbagliato, cmq hai dimenticato gente

per espropriare i figli servono anche organi del Tribunale, tu non è che suoni un campanello e dici " le portiamo via il figlio perché lei è una troia" ti presenti con un foglio firmato per l'esproprio da un organo del Tribunale

A me solo che mi portano via il cane ne affetto qualche d'uno sul posto, la famiglia si aggiusta ma non si spacca
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12/13/2019 5:43 PM
 
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Re: Re: Re:
pliskiss, 13/12/2019 00.48:




""""Comunque tutti gli indagati per i reati del caso Bibbiano erano professionisti, medici, psicologi, """

è la cosa più preoccupante che professionisti fanno queste cose, in buona fede volevano fare il giusto e invece hanno fatto il sbagliato, cmq hai dimenticato gente

per espropriare i figli servono anche organi del Tribunale, tu non è che suoni un campanello e dici " le portiamo via il figlio perché lei è una troia" ti presenti con un foglio firmato per l'esproprio da un organo del Tribunale

A me solo che mi portano via il cane ne affetto qualche d'uno sul posto, la famiglia si aggiusta ma non si spacca




Infatti sarebbe preferibile aggiustare la famiglia senza smembrarla se c'è qualche problema,
è un orrore strappare i figli ai genitori.
Se hanno problemi economici si aiutano, come si aiutano tutti i bisognosi che arrivano in Italia dal 3° mondo.
Se hanno problemi di altra natura si mandano assistenti sociali di sostegno alle famiglie, ma non solo per strappare via i figli con un facile pretesto.

Tra l'altro allo Stato costa molto di più strappare via un figlio per poi mantenerlo nelle strutture adeguate, si calcola intorno ai 200-250€ al giorno per ogni bambino, perchè hanno bisogno di assistenza medica, psicologica e personale specializzato.
Con la stessa cifra data alle famiglie si risolverebbero una buona parte dei problemi e crescerebbero senza aggiungere anche il trauma della separazione coatta.
12/14/2019 2:00 AM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …
Da da da, 12/12/2019 19.48:

Da come presenteno la situazione i giornali, con la scarcerazione del sindaco, sembra che stia finendo tutto a tarallucci e vino...

e quei poveri bambini coi relativi genitori chissà se e chissà quando avranno giustizia...






… nonostante il silenzio – somigliante più a “insabbiamento” - dei soliti media e giornalisti sinistroidi (piazza pulita, di martedì, otto e mezzo, il fatto quotidiano, l’espresso, la repubblica etc) tutti questi innocenti bambini – e i loro genitori - seppure otterranno qualche giustizia umana, resteranno comunque psichicamente offesi e feriti per il restante della loro esistenza …

… e questo a causa dell’infamia di questi delinquenti pseudo assistenti sociali, medici, psichiatri, giudici, avvocati che li hanno violentati, torturati, maciullati, assassinati …

… maledetti porci, porci, porci … maledetti, maledetti, maledetti !!!


[SM=x44469] [SM=x44469] [SM=x44470] [SM=x44470] [SM=x44470]


12/14/2019 1:45 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …








Affidi Bibbiano, Claudio Foti sospeso per sei mesi

dall’attività di psicologo-psicoterapeuta per i minori



Si tratta del medesimo caso per cui a giugno erano scattati gli arresti domiciliari, poi sostituiti a metà luglio dall’obbligo di dimora a Pinerolo dal tribunale del Riesame che aveva annullato l’ordinanza in relazione alla frode processuale. Le nuove indagini e il materiale prodotto dalla difesa sono stati valutati in maniera antitetica



Claudio Foti, direttore scientifico della onlus Hansel & Gretel, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti a Bibbiano, è stato sospeso per sei mesi con il divieto temporaneo di esercitare l’attività di psicologo-psicoterapeuta sui minori. I carabinieri del nucleo investigativo reggiano, insieme ai colleghi di Pinerolo (Torino), intorno alle 11.40 del 9 dicembre hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare interdittiva del gip Luca Ramponi, emessa dal Tribunale di Reggio Emilia il 6 dicembre scorso. Il 3 dicembre scorso si era tornati a parlare del caso perché la Cassazione ha annullato gli arresti per il sindaco di Bibbano Andrea Carletti.

L’accusa per Foti è di frode processuale.
Per il tribunale, Foti “ha alterato lo stato psicologico ed emotivo di una minore“, “ingenerandole il convincimento di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal socio”. E avrebbe “radicato in lei il rifiutato di incontrare il genitori” che è poi stato dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale dal tribunale per i minorenni, il 12 ottobre 2017.

Si tratta infatti del medesimo caso per cui a giugno erano scattati gli arresti domiciliari, poi sostituiti a metà luglio dall’obbligo di dimora a Pinerolo dal tribunale del Riesame, che aveva annullato l’ordinanza in relazione alla frode processuale. Foti è accusato anche di abuso di ufficio, reato per cui, invece, la misura venne confermata. Le nuove indagini e l’analisi fatta da un consulente tecnico della Procura di Reggio Emilia, hanno portato a una valutazione del materiale video presentato dalla difesa proprio nell’ambito dell’istanza al Riesame, in modo antitetico a quanto prospettato, ritenendolo piuttosto una prova a sostegno delle ipotesi accusatorie. Foti era lo psicoterapeuta incaricato dall’Asl delle sedute con la minore, proseguite nel centro “La Cura” di Bibbiano, in Val d’Enza, mentre era pendente il giudizio civile al tribunale per i minorenni di Bologna che doveva decidere sull’idoneità genitoriale.

L’imputazione e la correlata gravità indiziaria, dichiarano dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, sono state formulate sulla scorta delle attività investigative proseguite successivamente all’esecuzione dell’ordinanza cautelare del 27 giugno scorso. Questo, pur “assicurando di tenere nella doverosa considerazione, i rilievi posti dal Tribunale del Riesame di Bologna che, con la relativa ordinanza del 118 luglio, in sede di appello proposto da Foti, aveva annullato l’ordinanza genetica con riguardo al capo di cui al reato di frode processuale ai danni della minore, per difetto dell’elemento soggettivo richiesto dalla norma, nonché alla luce della ravvisata mancata sovrapponibilità temporale tra le sedute psicoterapeutiche e le terapie dell’indagato”.



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Re: Re: Re: Re:
c'eraunavodka, 13/12/2019 17.43:




Infatti sarebbe preferibile aggiustare la famiglia senza smembrarla se c'è qualche problema,
è un orrore strappare i figli ai genitori.
Se hanno problemi economici si aiutano, come si aiutano tutti i bisognosi che arrivano in Italia dal 3° mondo.
Se hanno problemi di altra natura si mandano assistenti sociali di sostegno alle famiglie, ma non solo per strappare via i figli con un facile pretesto.

Tra l'altro allo Stato costa molto di più strappare via un figlio per poi mantenerlo nelle strutture adeguate, si calcola intorno ai 200-250€ al giorno per ogni bambino, perchè hanno bisogno di assistenza medica, psicologica e personale specializzato.
Con la stessa cifra data alle famiglie si risolverebbero una buona parte dei problemi e crescerebbero senza aggiungere anche il trauma della separazione coatta.




strutture adeguate [SM=x44458]



Abusi sessuali ripetuti. Oltre che violenze di ogni genere. Tutti subiti per oltre tre mesi sotto gli occhi degli operatori che tutto sapevano e non avevano mai denunciato nulla. Per questo, stanca di quelle vessazioni, la vittima, un ragazzina di 16 anni, era anche fuggita dalla comunità per minori di Caresana, nel Vercellese. Aveva raggiunto la sorella più grande che vive nel Vercellese. È a lei che ha confidato tutto. Delle botte. Degli abusi ma anche delle umiliazioni avute da parte di altri minori, come lei ospiti della struttura. Violenze raccontate nei dettagli alle coordinatrici e agli operatori del centro che invece di prendere provvedimenti le avevano dato la colpa. «È colpa tua — le avevano detto —. Se non andassi vestita in quel modo certe cose non accadrebbero». Insieme si sono così rivolte alla polizia che ha avviato le indagini e, grazie anche alle intercettazioni telefoniche hanno scoperto la verità. Per mesi, da febbraio a maggio, la giovane aveva subito violenze di gruppo. In un caso anche parzialmente riprese da uno degli autori con un tablet. A volte, tanta era la paura della giovane di essere malmenata , con pugni e calci, che non aveva altra strada che rassegnarsi a subire le violenze sessuali. «Ho raccontato tutto agli operatori — scriveva nel suo diario la sera prima di andare a dormire —. Nessuno mi crede. Sono amareggiata». Parole che ha poi detto anche nel corso dell’audizione protetta, confermate anche da un’altra minore della struttura che aveva subito percosse e ingiurie dallo stesso gruppo di giovani.


Per questo i ragazzi della comunità sono indagati (dalla Procura dei Minori di Torino) per violenza sessuale su minore. Si tratta di ragazzi tra i 14 e i 16 anni, tutti con un passato difficile. L’indagine condotta dagli uomini e dalle donne della seconda sezione della Squadra Mobile, coordinati da sostituto procuratore Davide Pretti, ha fatto emergere che l’esasperazione della ragazzina ,già in passato vittima di maltrattamenti in famiglia, era la verità. Nel registro individuale, gli operatori della Comunità avevano effettivamente segnalato i racconti delle violenze, ma senza prendere alcun tipo di provvedimento e senza avvertire né i servizi sociali, né la Polizia. Anzi, in alcuni casi, avevano attribuito alla ragazzina stessa la responsabilità dell’accaduto. Un comportamento omissivo, quello tenuto dal personale, che è valso cinque misure cautelari ad altrettante persone residenti nel vercellese: due coordinatrici e tre educatori che avevano raccolto le confidenze della giovane, sono stati interdetti dalla professione e la comunità è stata posta sotto sequestro. I cinque indagati — quattro donne e un uomo di età compresa tra i 28 e i 52 anni — devono rispondere di concorso omissivo in violenza sessuale di gruppo, reato che prevede pene massime superiori a 12 anni di carcere. Dopo un primo accesso della Mobile, nella struttura erano anche state piazzate videocamere di sorveglianza. «Dalle parole degli operatori — ha spiegato il sostituto procuratore Pretti — è emerso chiaramente che il personale indagato fosse a conoscenza di quanto avveniva. Episodi che si verificavano sia di notte, che di giorno, anche mentre i minori avrebbero dovuto essere sorvegliati. Invece loro si chiudevano in camera, toglievano la maniglia e abusavano della giovane». All’alba di venerdì le 5 ragazze e i 6 ragazzi ospitati a Casa Vittoria a Caresana, struttura in gestione alle cooperativa Elleuno di Casale Monferrato, sono stati prelevati dal personale della Mobile, agli ordini del commissario Gianluca Tuccillo, per essere ricollocati altrove. La struttura è attualmente sotto sequestro.

Elleuno

Top player nel settore socio-sanitario-educativo

Pioniere del modello assistenziale a beneficio delle persone in stato di fragilità, elleuno opera in ambito socio-sanitario-educativo e dei servizi ad esso collegati sin dal 1989.

È presente nelle principali Regioni italiane con servizi rivolti a persone con gravi e gravissimi disagi fisici e psicologici; fonda il proprio operato sull'eccellenza del modello di gestione e della relazione con gli enti pubblici, le famiglie, la comunità locale, la rete delle associazioni e del volontariato, i fornitori, gli istituti di credito.

Nel 2018 ha diretto e condotto oltre 100 servizi socio-sanitari-educativi. Ogni giorno assiste oltre 10.000 persone non-autosufficienti e con disabilità attraverso uno staff di 2.500 operatori.

La dimensione dell'azienda (persone retribuite e volume dei ricavi) ne fanno una realtà soggetta alla normativa sulle Società per Azioni, con certificazione annuale di Bilancio di Esercizio e Bilancio Sociale.
"Alle società cooperative si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sulla società per azioni". Rif. Codice Civile Art. 2519 e successive modifiche previste dall'Art. 8, comma 1, DLgs 17.1.2003 n. 6, pubblicato in G.U. 22.1.2003 n.17.

Opera in forma di cooperativa sociale no-profit per promuovere il patrimonio etico e umano indispensabile a chi opera con la popolazione più fragile cui è indirizzata l'assistenza, favorendo la centralità delle persone accudite, delle loro famiglie e dei lavoratori dipendenti-soci dell'azienda.


Top Player ? [SM=x44457]

E da altre parti che non sono Top Player che succede ? [SM=x44473]


Un altro bene dell'Italia sarà quando spariscono tutte queste Cooperative di Merda






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12/14/2019 7:33 PM
 
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Re: Re: Re: Re: Re:
pliskiss, 14/12/2019 18.49:




strutture adeguate [SM=x44458]



Abusi sessuali ripetuti. Oltre che violenze di ogni genere. Tutti subiti per oltre tre mesi sotto gli occhi degli operatori che tutto sapevano e non avevano mai denunciato nulla.

Top Player ? [SM=x44457]

E da altre parti che non sono Top Player che succede ? [SM=x44473]


Un altro bene dell'Italia sarà quando spariscono tutte queste Cooperative di Merda




Ecco, il rischio è di fare di tutta l'erba un fascio e cancellare via tutto, anche quelle strutture che lavorano bene.

Il dovere della politica è correggere proprio queste falle dove è più facile cadere in errore, per paura o per connivenza.

Se non si interviene poi arriveremo ad un punto d'insofferenza tale che l'opinione pubblica e di conseguenza anche la politica, non avranno più la pazienza di separare il buono dal cattivo e chiudere solo le strutture marce, inizieranno col togliere i fondi a tutte fino alla chiusura totale.
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Re: Re: Re: Re: Re: Re:
Arcanna Jones, 14/12/2019 19.33:



Ecco, il rischio è di fare di tutta l'erba un fascio e cancellare via tutto, anche quelle strutture che lavorano bene.

Il dovere della politica è correggere proprio queste falle dove è più facile cadere in errore, per paura o per connivenza.

Se non si interviene poi arriveremo ad un punto d'insofferenza tale che l'opinione pubblica e di conseguenza anche la politica, non avranno più la pazienza di separare il buono dal cattivo e chiudere solo le strutture marce, inizieranno col togliere i fondi a tutte fino alla chiusura totale.



Il problema sai quale è Arca

Che con gli anni con queste Cooperative dal mondo del lavoro a altre cose hanno fatto su un puttanaio del cazzo, io cerco lavoro e tu cooperativa la prima cosa che fai è segnarti la tua parcella, 100,200,400, 1000 , questi quanto si acchiappano per il loro traffico di carne e numeri da una ditta all'altra?????????

capitolo migrantos

Mio fratello come ho scritto era in politica e aveva contatti con tutti, la casa di Papà era in vendita e una sua amica delle Cooperative di Milano l'ha contatto per sentire se affittava, la signorina è stata chiara e ha detto che la Cooperativa voleva sbattere dentro nell'appartamento 2 famiglie bisognose Africane, a quel punto mio fratello gli ha chiesto " si ma poi li becco i soldi dell'affitto?"

ebbene l'amica gli ha detto """..... non ti preoccupare perché noi cooperative per ciascuno di questi abbiamo un entrata di 39 euro al GIORNO e quindi i soldi dell'affitto te li paghiamo""

mio frate mi ha fatto sapere e gli ho detto chiaramente che per una storia del genere si andava in rottura [SM=x44458]

39 euro al giorno alle signore cooperative per sti poveri Zulù

le signore Cooperative inventante dal defunto Biagi e signor caga cazzo Prodi sono un tramite e fottono i soldi alla gente che vuole lavorare e si beccano la parte dei disperati che arrivano dall'Africa [SM=x44459] namo avanti alè!!

""pronto!"

risposta

"" le hai 2 persone per un mese di lavoro?""

risposta

" si le ho"

risposta

" mandamele"

il tipo/a va firma ma firma pure la parcella alla Cooperativa


in pratica paga una piccola parte per lavorare


W le COOPERATIVE [SM=x44477]


""""A cosa serve l’articolo 14 della legge Biagi? ... Con l’articolo 14 alle aziende è concessa l’opportunità di assumere il lavoratore svantaggiato tramite cooperative sociali di tipo B nei confronti delle quali l’impresa si impegna ad affidare commesse di lavoro in modo da coprire il …""""

A qualcuno non è andata bene e per il signor Biagi Buum Buum

[Edited by pliskiss 12/15/2019 12:57 AM]
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12/15/2019 12:44 PM
 
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Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
pliskiss, 15/12/2019 00.49:

... la casa di Papà era in vendita e una sua amica delle Cooperative di Milano l'ha contatto per sentire se affittava, la signorina è stata chiara e ha detto che la Cooperativa voleva sbattere dentro nell'appartamento 2 famiglie bisognose Africane, a quel punto mio fratello gli ha chiesto " si ma poi li becco i soldi dell'affitto?"

ebbene l'amica gli ha detto """..... non ti preoccupare perché noi cooperative per ciascuno di questi abbiamo un entrata di 39 euro al GIORNO e quindi i soldi dell'affitto te li paghiamo""

mio frate mi ha fatto sapere e gli ho detto chiaramente che per una storia del genere si andava in rottura [SM=x44458]

39 euro al giorno alle signore cooperative per sti poveri Zulù...




Erano 35€ e non 39€ come dice l'amica di tuo fratello, poi Salvini, quando era Ministro dell'Interno aveva annunciato la riduzione a poco più di 22€/giorno.
Il problema è che quei soldi devono essere approvati di volta in volta dalla prefettura, se non ci sono disponibilità economiche i pagamenti arrivano in ritardo o non arrivano affatto come è già successo in altre realtà che conosco nel centro Italia. [SM=x44461]

_________________


Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vederti sperculeggiare quando le esporrai.
12/15/2019 6:18 PM
 
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Chi sono gli assistenti sociali in Italia?

La cronaca li etichetta come quelli che portano via i bambini, il cinema li difende. Numeri alla mano, sono pochi e sempre in trincea. Si occupano di doposcuola, anziani, tossicodipendenze e sì, anche di minori in emergenza: ecco chi sono in realtà


Ci sono Audrey, Manu, Hélène e Angélique, le 4 assistenti sociali protagoniste di "Le invisibili", il film francese campione d’incassi: per aiutare le donne senzatetto, ospiti di un centro che sta per chiudere, si inventano piani geniali, mentono e ci mettono il cuore. A fare da contraltare, le operatrici integerrime di "L’amore strappato", la fiction con Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro che su Canale 5 ha raccontato la storia vera di Angela Lucanto, una bambina allontanata dalla famiglia per un errore giudiziario: ci sono voluti 10 anni per riportarla ai suoi veri genitori.ù

Ecco 2 modi opposti, sul grande e piccolo schermo, per parlare di una professione che finisce spesso al centro delle polemiche e delle cronache. Di ieri e di oggi, come dimostra l’inchiesta "Veleno" (pubblicata ora da Einaudi), in cui il giornalista Pablo Trincia ripercorre la vicenda che negli anni ’90 sconvolse la provincia di Modena, dove 16 bimbi furono tolti alle famiglie, accusate di riti satanici e pedofilia: imputazioni che, durante il processo, crollarono come un castello di sabbia. Ma chi sono davvero gli assistenti sociali? Missionari sempre in trincea oppure operatori a cui è facile contestare errori e mancanza di umanità? I numeri possono aiutare a fare chiarezza.
Si occupano di doposcuola, anziani, tossicodipendenze

Gianmario Gazzi è presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali. Nonostante sottolinei più volte le difficoltà della professione, rivela che è un mestiere in crescita: «Nel 2011 eravamo 38.000, ora siamo 44.000, tutti con un titolo di laurea. Il 90% sono donne. La maggior parte lavora negli enti locali e si occupa dei servizi sul territorio, come i progetti di doposcuola per ragazzi difficili o i centri anziani, e ora si concentrerà anche sul Patto d’inclusione (il percorso per il contrasto alla povertà, ndr) previsto dal reddito di cittadinanza».

Molti assistenti operano nella sanità per il contrasto alle dipendenze e solo 1.500 sono impiegati nei tribunali. «È un lavoro legato a doppio filo con la società» aggiunge Gazzi. «Negli ultimi anni seguiamo sempre più famiglie in difficoltà economiche, anziani e immigrati. E i problemi non mancano: secondo una nostra indagine, 8 professionisti su 10 hanno ricevuto minacce durante il lavoro, mentre il 15% ha subito aggressioni fisiche. Solo 1 caso su 10, però, viene denunciato».

I minorenni allontanati sono la metà rispetto agli altri Paesi europei

Da dove nasce la diffidenza tra cittadini e operatori? Marco Giordano, docente di Servizio sociale all’università Federico II di Napoli e presidente della onlus Progetto Famiglia, prova dare una spiegazione nel libro "Gli assistenti sociali non rubano più i bambini?" (ed. Punto Famiglia). «Il titolo del mio saggio ricalca un pregiudizio storico sulla professione. In realtà, a occuparsi di bambini è la minoranza degli assistenti, e ogni decisione viene presa con i giudici e le forze dell’ordine. Gli allontanamenti d’urgenza sono poco più di 6.000, circa un quinto del totale. Secondo i dati del Ministero del Lavoro (fermi al 2014), i ragazzini italiani tolti a madri e padri per “inadeguatezza genitoriale”, problemi abitativi o di tossicodipendenza in famiglia, sono meno di 30.000, la metà rispetto alla media degli altri Paesi europei: in Inghilterra arrivano a 70.000, in Germania a 130.000.

Eppure il singolo caso eclatante fa più rumore del tanto lavoro quotidiano. Certo, gli errori possono accadere e la causa principale è la mancanza di organico. La legge dice che servirebbe un operatore ogni 5.000 abitanti: in molte zone del Nord è così, mentre al Centro e al Sud spesso ce n’è uno ogni 30.000 cittadini. In alcune aree gli assistenti lavorano solo 6 ore a settimana, per mancanza di fondi, o con una popolazione di 40.000 persone. Quindi, al di là delle intenzioni, si opera male, di fretta, magari senza la possibilità di conoscere alla perfezione il singolo caso. Non solo: non si può fare prevenzione, ma si riesce ad arrivare quando i problemi sono all’apice e bisogna intervenire all’istante. In Campania, Puglia e Lazio, per esempio, i bimbi che vivono in casa famiglia sono diminuiti di un terzo, ma non perché il quadro sociale sia migliorato: perché ci sono meno minorenni seguiti dai servizi sociali».
In situazioni di reale pericolo la decisione viene presa senza consultare il giudice

Dall’altra parte della “barricata”, al fianco delle famiglie vittime di errori o di interventi al limite della legalità, c’è Cristina Franceschini, avvocato e fondatrice della onlus Finalmente liberi, nata proprio per far conoscere le criticità della giustizia minorile. «È vero che le storie problematiche rappresentano solo una parte del lavoro degli assistenti sociali, ma certe falle vanno risolte perché possono segnare per sempre l’esistenza di un bambino. Lo scoglio maggiore riguarda certamente l’allontanamento d’urgenza: secondo l’articolo 403 del Codice civile, si esegue quando il minorenne si trova in una situazione di grave pericolo. Viene effettuato dai servizi sociali, che successivamente devono avvisare il giudice. In genere la situazione grave arriva ai servizi su segnalazione dei parenti o della scuola. Ma bastano poche persone, ovvero gli operatori e il loro dirigente, per valutare la gravità? Ho seguito la vicenda di una bimba allontanata per dei lividi sospetti sul corpo. Poi si è scoperto che se li era causati a scuola, ma intanto ha passato diverso tempo lontano dai suoi affetti. C’erano delle criticità in casa e i genitori si volevano separare, ma nulla di così pericoloso: non sarebbe stato meglio indagare prima con calma e attenzione? Anche negli allontanamenti ordinari, le decisioni vengono prese da un’équipe di diversi professionisti, giudice compreso, ma la valutazione dei servizi sociali ha un forte ruolo. E quando leggo i loro rapporti noto molte impressioni soggettive, non indicatori oggettivi. Per esempio, nelle valutazioni si parla spesso di “inadeguatezza genitoriale”, ma cosa significa in concreto? Un conto è un genitore tossicodipendente, un altro è una mamma single che ha perso il lavoro. Invece di usare soldi pubblici solo per le case famiglia, io stanzierei dei fondi anche per pagare le bollette e le rette scolastiche del bambino».
Manca una banca dati aggiornata con la rendicontazione dei progetti

Secondo l’avvocato Franceschini servirebbe una banca dati che raccolga tutte le pratiche degli assistenti sociali, con la rendicontazione dei progetti e delle spese: quella redatta dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza non è sempre aggiornata. «Il fine non è punitivo, anzi: le buone pratiche vanno sottolineate e copiate» dice. Sulla stessa linea è il docente Marco Giordano. «La trasparenza è sacra e bisogna spingere le buone prassi. Alcuni Comuni, per esempio, hanno istituito delle équipe di operatori specializzati nelle situazioni critiche: hanno un occhio più competente e possono suggerire come intervenire nei casi estremamente difficili».
I numeri

90% Gli assistenti sociali donna in Italia, sul totale. 30.000 I ragazzini italiani tolti alle loro famiglie (di cui 6.000 quelli d’urgenza). 180 I casi, in media, che un operatore tratta in un anno. 15% La percentuale di assistenti sociali che ha subito aggressioni fisiche (Fonti: ministero del Lavoro, Ordine degli assistenti sociali).
La testimonianza di un'operatrice

Rosella Quattrocchi vive a Modena, ha 47 anni e da 20 fa l’assistente sociale, come racconta nel romanzo "Il cacciatore di orchi" (Il Ciliegio). «Lavoro in Comune e mi occupo di famiglie e minori: aiuto i genitori per l’affido dei figli, i bulli e loro vittime, gli studenti che lasciano la scuola. Svolgo il mestiere che ho sempre sognato ma sono una pecora nera: nei colleghi serpeggia il malcontento perché è un impiego che ti prosciuga. Ho effettuato solo 3 allontanamenti forzati: 2 casi di maltrattamenti e un piccolo vittima di abusi sessuali. Tutti mi hanno tolto il sonno. Vorrei avere il doppio delle risorse. Le dicerie su di noi le conosco bene, la gente ha paura, ci vede come dei controllori, ma siamo dalla loro parte».


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12/15/2019 6:29 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale e dirigenza sinistroide delle “Sardine” …





Quando è giusto togliere un figlio ai genitori?

er incapacità economica, maltrattamenti psicologici, violenza. Sono 30.000 i piccoli che il tribunale ha allontanato dalle proprie famiglie, come il bambino di Martina Levato. In quali casi una decisione così estrema è inevitabile?


«Neanche Annamaria Franzoni ha avuto lo stesso trattamento». Sono cariche di rabbia le parole di Martina Levato. La studentessa milanese, 25 anni, ne sta scontando 20 di carcere per aver aggredito con l'acido i suoi ex nel 2014, ma non vuole perdere il figlio avuto dall’allora amante e complice Alexander Boettcher. Questa non è l’unica storia di legami “spezzati”: secondo il ministero della Giustizia, sono quasi 30.000 i minori che vivono fuori dalle case d’origine, anche solo per un breve periodo. E i riflettori puntati sul caso Levato hanno riacceso la discussione su quando e come sia giusto togliere i bambini ai propri genitori.

La regola da seguire è il bene del piccolo

«Ho presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza che ha dichiarato adottabile suo figlio» spiega Laura Cossar, avvocato di Martina Levato. «Per il giudice i reati gravissimi che ha commesso la rendono una madre inadeguata. I fatti sono innegabili, però lei si è pentita e sta scontando la pena. Quindi chi ha commesso un crimine non può fare il genitore? Il nostro ordinamento è fondato sulle rieducazione, che in questo caso però viene negata. Il bambino è nato ad agosto 2015 (quando Martina Levato era già in carcere, ndr): in pochi mesi il tribunale lo ha dichiarato adottabile, mentre di solito questi procedimenti durano anni. Martina ora ha 25 anni, ha ripreso gli studi, lavora in carcere.

Eppure la sentenza di adottabilità ricopia la perizia psichiatrica che le avevano fatto quando lei è stata arrestata. Non è più quella persona». La battaglia, dunque, si annuncia aspra. «Non è un bene» avverte Cesare Rimini, avvocato di grandissima esperienza. «Forse il piccolo ha bisogno proprio di essere allontanato dall’eco legata alla vicenda. Spero che i due gradi di giudizio che lo hanno dichiarato adottabile abbiano tenuto conto anche di questo: il bene del minore è tutto. Purtroppo, invece, aumentano i casi in cui il figlio diventa, magari inconsciamente, uno strumento di rivalsa, di riabilitazione. Un bimbo deve essere solo un bimbo, punto. E gli avvocati di famiglia devono essere prima di tutto avvocati dei bambini: sono loro i più indifesi».

Non bastano i sospetti, servono le prove

«Una volta si parlava di patria potestà, oggi di responsabilità genitoriale: questa può decadere se l’adulto è violento verso il figlio o altri, se espone il bambino a pericoli, se lo trascura ripetutamente» spiega Alessandro Sartori, presidente dell’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori. Ma come parte l’iter? Di solito quando un parente, un insegnante o un conoscente segnalano un caso ai servizi sociali. È accaduto ai genitori-nonni di Casale Monferrato, finiti sulle pagine di cronaca per aver avuto una figlia nel 2010, quando avevano lei 56 anni e lui 68, e accusati da un vicino di casa di abbandono della bimba, poi adottata da un’altra famiglia. È stata invece la preside della scuola a denunciare la situazione della 14enne di Bologna, originaria del Bangledesh, a cui la madre aveva rasato i capelli perché non voleva portare il velo: subito allontanata dalla famiglia, la ragazzina rimarrà in comunità.

Servirebbe un tutore, una figura super partes che monitori queste storie così delicate dall’inizio alla fine

«I servizi sociali indagano e mandano una relazione al Tribunale dei minori, che può aprire il cosiddetto provvedimento di decadenza» continua l’esperto. «A questo punto la responsabilità genitoriale può essere sospesa: è come se fosse affievolita, le capacità dell’adulto vanno monitorate, viene aiutato a migliorarsi e il giudice può decidere di allontanare lui di casa, se è violento o ha problemi di droga. Oppure la responsabilità può decadere: il minore è portato in una struttura protetta, i rapporti con la famiglia si interrompono, ma psicologi e assistenti sociali ». Quando la situalavorano per ricucire lo strappozione è irrecuperabile o se ci sono gravi questioni penali in corso, il giudice dichiara il minore adottabile e, se è possibile, lo affida a nonni o parenti. «L’allontanamento è una misura estrema basata su prove» precisa Elena Giudice, assistente sociale che collabora con il Tribunale di Milano da 17 anni. Sono decisioni sempre delicate che talora si innestano in indagini e processi molto complessi: basta pensare agli oltre 40 provvedimenti di allontanamento chiesti negli ultimi mesi dal tribunale di Reggio Calabria per figli di mafiosi.

Bisogna salvare il rapporto con gli altri parenti

Il benessere del bambino e la relazione da preservare con la famiglia d’origine: si gioca su questo difficile equilibrio la scelta di portare via un piccolo dalla casa in cui è cresciuto. «Quando ci segnalano una storia critica, ci prendiamo del tempo per conoscere una famiglia, parlare con genitori, parenti, amici e provare a cambiare le cose insieme» dice l’assistente sociale Elena Giudice. «Negli ultimi anni sono aumentati i casi di grave trascuratezza: bimbi abbandonati a se stessi da genitori falcidiati dalla crisi o da situazioni sociali difficili. In situazioni simili proponiamo agli adulti un aiuto per trovare un lavoro e una terapia familiare con lo psicologo. È un percorso lungo, ma spesso funziona. Se mancano i risultati, o se il bimbo è in pericolo, scatta l’allontanamento. Ma non deve mai venire meno il dialogo».

Però a volte il meccanismo si inceppa. «In ogni caso, oltre alle prove, pesa l’empatia del giudice, perciò possono risultare disomogeneità tra tribunali» prosegue Giudice. «Il problema spesso è a monte. Molti genitori in difficoltà ignorano che potrebbero chiedere sostegno prima che sia troppo tardi». Non bisogna poi dimenticare quello che succede nel cuore e nella mente dei piccoli. «Anche se la quotidianità è fatta di urla e strattoni, l’allontanamento è un trauma enorme: il bambino si sente strappato dalle sue radici» nota Paola Di Blasio, direttore del dipartimento di Psicologia all’università Cattolica di Milano e fondatrice del Centro per il bambino maltrattato. «Spesso gli operatori chiedono ai genitori di accompagnare il piccolo in comunità, a lui spiegano cosa succederà. Ma è difficile coordinarsi con giudici, avvocati e assistenti sociali e seguire le famiglie per un intero processo. Ecco perché servirebbe un tutore, una figura super partes che monitori queste storie tanto delicate dall’inizio alla fine. E ci vorrebbero più fondi: la valutazione delle competenze genitoriali fatta dallo psicologo è obbligatoria solo quando c’è il decreto di allontanamento del tribunale, non prima. Un’assurdità».

I numeri in Italia

91.000 I minorenni seguiti dai servizi sociali in Italia. 55% I ragazzini seguiti per trascuratezza materiale e/o affettiva. 19% I minori seguiti perché hanno assistito a episodi di violenza domestica. 14% Le situazioni di maltrattamento psicologico. 20% I minori seguiti dai servizi sociali e mandati in una comunità. 14% I ragazzini affidati ad altri familiari. (Fonti: Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia firmata dalle associazioni Terre des Hommes e Cismai).

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12/16/2019 12:28 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …




… questa spocchiosa giovane sardina ritenuta dai soliti opportunisti, tanto genuina, tanto solare e, soprattutto, tanto apolitica, altro non fa che continuare il tanto pacchiano asservimento allo Zingaretti e alla restante company di sinistra …
e d’altronde, la palese dirigenza di queste sardine, manovrata da quella reale e ben celata dirigenza di sinistra, ha la sua ragione d’esistenza nell’essere “contro”, così come la magistratura, la stampa, e certuni movimenti sinistroidi di un recente tempo furono i persecutori accaniti "contro" un certo Cavaliere …

… e in che cosa, questa saccente pseudo intellettuale sardina asseconda lo Zingaretti, se non proprio con l’enfasi della sua veemente dichiarazione con la quale, da una parte sminuisce la gravità del “caso bibbiano” e dall’altra aggiunge ulteriore offesa a quelle vittime, bambini e genitori, maciullate e violentate da gentaglia farabutta e sessualmente pervertita??? … tra l’altro, quanto più nel video si guarda la faccia di questo soggetto e quanto più si ascoltano attentamente le sue poche ma tanto micidiali parole, tanto più si resta sconcertati e allibiti!

… e che cosa presuppone la logica del segretario nazionale dell’ex Partito Democratico, ovverossia di quello che si è rivelato Partito di Bibbiano, esattamente come lo appellava il ministro Di Maio prima che costui, per spirito di sacrificio patriottico, non si vendesse allo stesso partito???

… lo Zingaretti, infatti, alle iniziali minacce di querele verso chi commentava il coinvolgimento del sindaco e della giunta di sinistra sul “caso bibbiano”, oggi, approfittando della scarcerazione dell’imputato dem obbligato per 5mesi agli arresti domiciliari, pretende delle “scuse” da quanti lo avrebbero gettato nel fango mediatico, per cui:

- da una parte non tiene nel dovuto conto che il “suo” sindaco non è già “innocente” giacchè tuttora indagato per le pesantissime accuse imputategli dai pm, e siccome resta tuttora in attesa dei vari gradi di processo, lo Zingaretti (o chicchessia) non può pretendere presunte scuse da alcuno se non, eventualmente, a conclusione di questo gravissimo paradossale scandalo;
- dall’altra parte, poi, lo Zingaretti e la Sinistra in genere, istiga a una visione ribaltata della questione Bibbiano, per cui la vittima diventa imputato e l’imputato diventa vittima … acciò basti ascoltare le brevi dichiarazioni dello scarcerato sindaco o, guarda caso, anche quelle dei componenti la maggioranza della giunta rossa che, a priori, giustifica l’ancora imputato già innocente …



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[Edited by AlcibiadeR 12/16/2019 12:37 PM]
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1/18/2020 11:49 AM
 
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Bibbiano, nuovi dettagli shock dall’inchiesta Angeli e Demoni: “Quadro aggravato”


“Lì vedono abusi sessuali anche negli stipiti delle porte”, ha raccontato anche una delle assistenti sociali che aveva lavorato con i servizi della Val D’enza parlando dello scandalo di Bibbiano. Testimonianze che insieme all’analisi del materiale informatico e documentale, avrebbero confermato e aggravato le ipotesi accusatorie.
ATTUALITÀ 15 GENNAIO 2020  14:45 di Antonio Palma

Bugie e omissioni continue con lo scopo di ingigantire qualsiasi segnale che indicava la famiglia di origine come problematica e al contempo provare a sminuire e ignorare invece i segnali di disagio dei minori nelle famiglie affidatarie. Erano questi, secondo la Procura, i meccanismi al centro dello scandalo Bibbiano fatti emergere dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni' sugli affidi illeciti in Val d‘Enza, in provincia di Reggio Emilia. Lo sottolineano gli stessi pm emiliani negli atti che ieri hanno portato alla notifica formale di chiusura indagini a carico di 26 persone, atto preliminare alla probabile richiesta di rinvio a giudizio.

“La massiccia attività istruttoria svolta successivamente all'esecuzione delle misure cautelari, ha consentito non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal Gip in fase cautelare", ma di "integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal Gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie" ha spiegato il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco. Dai successivi accertamenti, infatti, sarebbe emerso un quadro ancora più grave secondo i pm. Si tratta sia dell'analisi del materiale informatico e documentale sequestrato sia di nuovi interrogatori.

Bibbiano, nuove accuse per Anghinolfi e Monopoli
In particolare, come rivela Il Resto del Carino, dalle indagini sarebbero emersi particolari ancora più pesanti per Federica Anghinolfi e Francesco Monopoli, rispettivamente dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza e assistente sociale. Per i magistrati i due spingevano in tutti i modi per fare in modo che dalle relazioni emergesse ciò di cui c’era bisogno per l’allontanamento sei minori. Esemplare il caso della minore affidata alla coppia di donne Daniela Bedogni e Fadia Bassmaj, anche loro indagate. Gli assistenti sociali avrebbero allontanato in tutti i modi la ragazzina dai genitori naturali "senza alcuna motivazione, isolando la piccola e impedendo altresì lo scambio di corrispondenza e regali".

I disegni della bimba: " Vai via perché se ci sei tu non possiamo fare l’amore’"


In una chat dei servizi sociali acquisita dagli inquirenti i due parlano della piccola. "Come giustifichiamo la sospensione degli incontri protetti?", chiede lui. "Relax della minore…vacanza", risponde lei. “Questo messaggio non lo diremo alla bimba" aveva spiegato sempre Anghinolfi parlando invece di un messaggio che il padre avrebbe voluto far leggere alla figlia e che recitava "non riesco a portarti fuori a mangiare il sushi, ti voglio un mondo di bene".

Per lo stesso caso  le due donne affidatarie sono indagate “per aver omesso di riferire al perito particolari rilevanti relativi alla vita della minore". In particolare si cita "un disegno della bambina con le donne mano per mano con la frase ‘Vai via perché se ci sei tu non possiamo fare l’amore’". Poi la scritta sul disgusto provato "nel ricevere la buonanotte" da una delle due indagate "nuda". Ignorati anche i sogni fatti dalla minore "da lei descritti in fogli sequestrati, su spettacoli teatrali pornografici’ con ‘peni finti’ messi in scena dalle affidatarie".

"A Bibbiano vedono abusi anche negli stipiti delle porte"
"Lì vedono abusi sessuali anche negli stipiti delle porte" ha raccontato invece una delle assistenti sociali che aveva lavorato con i servizi della Val D’enza, confermando che lo scopo di ogni attività  era sempre quello di trovare appigli per far risultare presunti abusi in famiglia e allontanare i minori. Episodi ingigantiti e a volte inventati completamente e messi sempre nero su bianco nelle relazioni con cui si chiedeva di allontanare i minori. Anche sulla scelta delle famiglie per gli affidi spesso c’era poca chiarezza. Ad Anghinolfi viene contestata anche la scelta di persone a lei vicine per gli affidi a cui veniva garantito un ingiusto profitto anche in assenza di una reale necessità.

La macchinetta dei ricordi usata a Bibbiano non è a norma
Gli accertamenti investigativi disposti dalla Procura hanno stabilito che la famosa "macchinetta dei ricordi" utilizzata con alcuni minorenni a Bibbiano non è a norma e non poteva essere utilizzata. Secondo la perizia sullo strumento sequestrato a Nadia Bolognini, psicoterapeuta moglie di Claudio Foti della onlus Hansel e Gretel, l'apparecchio non è riconosciuto dall'ordine degli psicologi in Italia e inoltre risultata non conforme alle norme europee in materia. Non solo, la consulenza tecnica ha stabilito che, anche se non pericoloso per la salute, lo strumento sarebbe a rischio corto circuito a causa della presa elettrica. Il dispositivo, chiamato Neurotek infatti dispone di elettrodi che danno impulsi elettromagnetici e veniva usato per poter estrapolare i ricordi traumatici presenti nella mente del bambino.

Bibbiano, Salvini: “Mi auguro che qualcuno chieda scusa”
“Si tratta di un sistema, marcio, corrotto, infame che entra nelle case delle famiglie con l'inganno. Al di là dei processi e della galera, se qualcuno a sinistra l'ha definito un raffreddore, mi auguro che qualcuno chieda scusa" ha commentato Matteo Salvini che da sempre si è schierato sul caso, confermando anche l'iniziativa della Lega del 23 gennaio. Da papà leggere alcuni atti è impressionante. La settimana prossima sarò a Bibbiano” ha spiegato infatti il leader leghista

Cersosimo (M5s): ‘Stop esternalizzazione, aumenta rischio"
"Quello che sta emergendo dai documenti di fine indagini dimostra che quanto accaduto in Val d'Enza e riguarda ben 26 indagati, era una tremenda realtà. Una tremenda realtà nascosta dietro ai numeri abnormi di Affidi che notai e feci notare un anno prima dell'inchiesta, nel corso di una capigruppo dell'Unione dei Comuni Val d'Enza” ha scritto invece Natascia Cersosimo, consigliere comunale di Cavriago (Reggio Emilia) e capolista del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna alle elezioni regionali, aggiungendo: “Una tremenda realtà che una politica cieca, delle ideologie sbagliate e un movente economico, avrebbe spinto persone a commettere dei reati abominevoli. Chi è stato vicino alle famiglie e ha toccato con mano il loro dolore, non può che sperare che venga fatta giustizia fino in fondo. Ma questo non basta, mi sto spendendo in prima persona per fare in modo che questi fatti non accadano più. Mi auguro pene esemplari, dall'altra la politica deve seriamente capire che esternalizzare i servizi aumenta i rischi di tali degenerazioni e la nuova legge sugli Affidi proposta a firma Ascari (Movimento 5 Stelle) va approvata al più presto”

continua su: www.fanpage.it/attualita/bibbiano-nuovi-dettagli-shock-dallinchiesta-angeli-e-demoni-quadro-ag...
https://www.fanpage.it/


1/18/2020 2:27 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …






Caso Bibbiano, chiusa l’inchiesta:


26 persone indagate per 108 imputazioni


I carabinieri di Reggio Emilia, a cui sono affidati gli accertamenti investigativi sul caso Bibbiano, nelle scorse ore hanno notificato 26 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettante persone coinvolte nella vicenda, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Tra di loro anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti,



Ben 108 capi imputazione e 26 persone indagate, sono i numeri del cosiddetto caso Bibbiano vale a dire l’inchiesta ‘Angeli e Demoni' sugli affidi illeciti in Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia. Nel giorno delle motivazioni con le quali la corte di Cassazione ha scarcerato il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, infatti, la Procura reggiana, che coordina l’inchiesta, ha comunicato di aver chiuso le indagini sulla vicenda dando mandato alle forze dell'ordine di consegnare gli avvisi di garanzia ai diretti interessati.

In tutto i carabinieri di Reggio Emilia, a cui sono affidati gli accertamenti investigativi sul caso Bibbiano, nelle scorse ore hanno notificato 26 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettante persone coinvolte nella vicenda, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Tra i destinatari degli avvisi c’è proprio il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che infatti risultava ancora indagato nonostante la decisione di scarcerazione e poi della revoca di ogni misura cautelare nei suoi confronti. I capi d'imputazione elencati nell'atto sono 108.

"La massiccia attività istruttoria svolta successivamente all'esecuzione della misure cautelari, attraverso l'escussione di ulteriori persone informate sui fatti, le nuove consulenze tecniche svolte, gli interrogatori resi da alcuni degli indagati, appositamente corroborati da mirati riscontri e, non da ultimo, l'analisi del materiale informatico e documentale in sequestro anche a seguito di alcune udienze davanti al Gip e in contraddittorio tra le parti" ha consentito "non solo di confermare le ipotesi accusatorie già riconosciute dal Gip in fase cautelare", ma di "integrare il quadro probatorio in relazione a talune non riconosciute dal Gip stesso in fase di emissione misura e anche di individuare nuove fattispecie" ha spiegato il procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini.

Il caso Bibbiano era venuto a galla nel giugno scorso quando per ordine del Gip furono eseguite 18 misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute parte di un sistema illecito di affidamento dei minori tolti alle famiglie di origine. Nel mirino degli inquirenti finirono oltre al sindaco di Bibbiano anche assistenti sociali, psicologi e liberi professionisti accusati a vario titolo di aver alterato il meccanismo degli affidi in tutto il territorio della Val d’Enza, in provincia di Reggio Emilia.

Secondo i pm, per lungo tempo sarebbero stati alterate relazioni dei servizi sociali e falsate le perizie anche di fronte al tribunale dei minori per consentire allontanamenti prolungati e affidamenti. Agli atti tra le altre cose anche lettere dei genitori naturali nascosti in un magazzino e disegni dei bambini contraffatti per descrivere molestie mai subite in famiglia.


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1/18/2020 3:23 PM
 
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Ecco, finora si contano già 108 reati e siamo solo all'inizio...
sono fatti gravissimi perchè rovinano la vita di intere famiglie e soprattutto di bambini in tenera età
per i quali venivano fatte carte false per strapparli dalle loro famiglie e affidarli ad altre dove in realtà si trovavano pure peggio!

Non vorrei essere la Cassandra di turno, ma se in Umbria per uno scandalo minore sulla sanità regionale il PD ha per la prima volta nella storia della repubblica perso clamorosamente le elezioni regionali, cosa mai potrà accadere in Emilia Romagna? Saranno forse più indulgenti e menefreghisti gli emiliani? Oppure penseranno che in fondo questo di Bibbiano è uno scandalo che coinvolgeva solo alcuni, pochi, politici del Partito Democratico?
1/18/2020 4:39 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …
… appunto, concordo con l'opinione di lady!
e probabilmente, come ho già detto in altra parte, non è che i romagnoli siano più o meno menefreghisti o indulgenti, ma piuttosto che la stessa dirigenza piddina, nazionale e locale, sottovaluti l’insieme del popolo emiliano-romagnolo il quale, come qualsiasi persona libera, sana e ragionevole pensa e decide con la propria testa … quindi fermarsi solo alla parte dei simpatizzanti sinistroidi e dei partigiani verso il finto fenomeno delle “sardine” che altro non è se non una appendice della sinistra …

... la faccenda "bibbiano" è troppo grande e sporca e nell'aver coinvolto gli alti livelli di istituzioni e dello storico partito perchè la gente soprasieda tacitament e non ne tragga invece le dovute conseguenze ...

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[Edited by AlcibiadeR 1/18/2020 4:46 PM]
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1/18/2020 7:40 PM
 
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Ma cosa dovrebbe dire o fare Zingaretti?
L'argomento è talmente delicato ed imbarazzante che qualsiasi cosa dicesse rischierebbe di peggiorare ancor di più la situazione.
D'altra parte i sondaggi fino a qualche giorno fa davano il PD ancora vincente per le regionali emiliane, quindi finchè non cambierà la situazione o finchè non sarà strettamente necessario immagino che riterranno più conveniente ignorare il caso Bibbiano.

_________________


Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vederti sperculeggiare quando le esporrai.
1/18/2020 8:46 PM
 
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… il silenzio assordante di Zingaretti, del PD e della Sinistra in generale …



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Pubblicato il 18 Gennaio 2020 20:51 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2020 22:12



sardine piazza bibbiano richiesta
La richiesta della piazza di Bibbiano presentata dalle Sardine

ROMA – Le Sardine hanno chiesto la piazza di Bibbiano prima della Lega che lì ha annunciato da giorni di voler chiudere la campagna elettorale in Emilia Romagna. Annunciato solo però: la Lega ha infatti chiesto l’autorizzazione solo oggi, quindi dopo quella presentata al comune di Bibbiano dalle Sardine.

La Questura ha risolto la questione delle due richieste dando una sorta di diritto di prelazione alla Lega. Sarà quindi il partito di Matteo Salvini e la candidata Lucia Borgonzoni ad usare la piazza principale del paese finito sotto ai riflettori per la vicenda dei presunti affidi illeciti. La Questura di Reggio Emilia ha chiesto alle Sardine che per giovedì avevano indetto un flash mob a Bibbiano di fare un passo indietro. A denunciarlo sono state le stesse Sardine.(blitz)


non sono politicizzati che cazzo ci devono andare a fare a Bibbiano ?

io li facevo andare, poi li prendevo a sprangate



[Edited by pliskiss 1/19/2020 12:27 AM]
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