Alitalia, chi la salverà ?

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4/22/2008 8:28 PM
 
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Ecco, ho trovato una foto della cordata di Silvio.



So have a good drown, as you go down, all alone, dragged down by the stone.

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Uomo che parla con vacca su muro è come treno senza binari: non va da nessuna parte.
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4/22/2008 8:29 PM
 
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Re:
FerrariDaytona, 22/04/2008 20.25:

i dipendenti alitalia sono in enorme sovrannumero, magari un invito a pranzo da una star della tv farebbe loro piacere



Beh, Silvio non è esattamente una star, ma con le tv ha un po' a che fare. Penso possa andar bene lo stesso, no?


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4/22/2008 8:31 PM
 
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Re: Re:
ilapaci, 22/04/2008 20.29:



Beh, Silvio non è esattamente una star, ma con le tv ha un po' a che fare. Penso possa andar bene lo stesso, no?






volevo dire della moda, mi sono sbagliato!
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4/22/2008 9:30 PM
 
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Re: Re: Re:
FerrariDaytona, 22/04/2008 20.31:




volevo dire della moda, mi sono sbagliato!




Beh, a Silvio non mancano neppure quelle.
Pare ne mandi anche a casa degli amici...

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Re:
FerrariDaytona, 22/04/2008 20.25:

i dipendenti alitalia sono in enorme sovrannumero,
magari un invito a pranzo da una star della tv farebbe loro piacere




è un'opinione tua? Oppure sei a conoscenza di qualche notizia che la stampa ancora non ha divulgato? [SM=x44467]
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4/22/2008 10:00 PM
 
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Re: Re:
Etrusco, 22/04/2008 21.33:




è un'opinione tua? Oppure sei a conoscenza di qualche notizia che la stampa ancora non ha divulgato? [SM=x44467]




strano...credevo leggessi i giornali...
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Re: Re: Re:
FerrariDaytona, 22/04/2008 22.00:




strano...credevo leggessi i giornali...




Ma è proprio perchè li leggo che vedo delle incongruenze.
Perchè allora pochi giorni fa avrebbero assunto altri 400 nuovi dipendenti?
Ho riportato l'articolo nella pag. precedente di questo thread.
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Dipendenti in sovrannumero? Ma Alitalia continua ancora ad assumere:
Etrusco, 04/04/2008 22.16:

Edizione 63 del 01-04-2008
Strettamente confidenziale
E Alitalia assume ancora...
di Hush Hush


Nella sottopancia della politica, ovvero all’Alitalia, non hanno la faccia come il culo: di più.
Emblema di questa, che è tutto fuori che una metafora, è l’Anpac, il sindacato dei piloti, casta supepagata e strafottente, che ha sempre pensato ai cavoli suoi alla faccia degli altri lavoratori della compagnia fallita e delle esigenze dell’Italia come sistema paese. I piloti, per capirci, sono quelli che affossarono l’accordo con Klm e che hanno affossato Malpensa, con il rifiuto pervicace di trasferirsi nell’ex hub milanese e di farvi una base di armamento dell’Alitalia, come capita in Francia con Parigi e Lione, in Spagna con Madrid e Bracellona, in Germania con Francoforte e Monaco di Baviera. Una casta intoccabile, che continua a dettare legge, ancora adesso in via della Magliana: se Cgil,Cisl e Uil (ma Angeletti ieri ha rotto) fanno capire di essere disposti a trattare sul piano Spinetta, loro annunciano che metteranno gli aerei a terra. Grazie a questo strapotere, a cascata ognuno ottiene del suo: solo quarantotto ore fa in Alitalia sono state assunt4e oltre 400 persone, addetti ai servizi di terra all’aereoporto romano di Fiumicino.
Oltre 400 nuovi assunti,
mentre Spinetta parlava di licenziarne quasi 8'000
e Milano Malpensa era alla vigilia dell’inizio della cassa integrazione,
partita effettivamente nella giornata di ieri.

Ma mica è finita qui; mentre i poveracci a migliaia rischiano il licenziamento,
due ex capi azienda, Giancarlo Cimoli e Francesco Mengozzi, si godono liquidazioni d’oro, da milioni e milioni di euro, sicuri dell’impunità perché grazie ad una manleva rilasciata loro da tutti i governi di tutti i colori politici, delle condizioni in cui hanno messo e lasciato la compagnia aerea italiana non saranno mai chiamati a rispondere in alcun tribunale.
Pericolo che comunque non hanno mai corso, dato che l’Alitalia, come la Rai, gode di una franchigia giudiziaria da fare invidia.
Tornando al duo Cimoli-Mengozzi o Mengozzi-Cimoli, a proteggere il loro riposo dorato, si fa per dire il riposo ovviamente non il dorato perché Mengozzi, ad esempio, è il consulente italiano di Cirillo Spinetta, danno una grande mano naturalmente i giornalisti, che dei favori di Alitalia, dagli articoli milionari pagati per scrivere sulla rivista Ulisse – che bello leggere in sequenza le annate Ottanta, Novanta, Duemila: non manca nessuno all’appello, neppure i morti sempre pronti a moralizzare gli altri coi biglietti gratuiti per loro e le loro famiglie - hanno sempre goduto, con le tessere Freccia Alata distribuite anche senza averne diritto, agli upgrade, ovvero i viaggi in classe superiore rispetto al biglietto effettivamente pagato. Ma dico: qualcuno si è chiesto perchè su Alitalia e sui suoi amministratori nessuno ha mai detto o scritto nulla, neppure la Milena Gabanelli con il suo Report televisivo?

Ma andiamo avanti, perché almeno questo a Malpensa glielo dobbiamo.
Sempre gente come Cimoli e Mengozzi ha permesso l’apertura di aeroporti con tratte servite da Alitalia persino a Rocca Cannuncia;
[SM=x44472]
ancora nel 2000, quando la crisi aveva già cominciato a picchiare, alla Magliana si spendevano 20 miliardi di vecchie lire in comunicazione, attraverso consulenze, sponsorizzazioni, contratti ah hoc a nomi famosi del giornalismo italiano. A sovrintendere a questo mercato delle vacche tale Marco Zanichelli, l’uomo delle mille tessere di partito e non solo, cinquecento nella prima repubblica e cinquecento nella seconda, che giunse persino ad essere nominato amministratore delegato della compagnia, mentre dalle consorti di qualche capataz dell’Anpac per passare dai pargoli di noti politici, tutti hanno munto alla greppia Alitalia. Siamo solo all’inizio: domani ne racconteremo qualche altra. Eppure non una procura che abbia perto fascicoli e, a una Gabanelli silente, ha fatto compagnia un Marco Travaglio non solo silente ma pure senza inchiostro. Avete notato? Quando c’è da picchiare sui politici Travaglio è inarrestabile, insieme al giornalista dell’Espresso Peter Gomez. Ma quando c’è da parlare di aziende o top manager cala il silenzio. Del resto celo ricorda il saggio che un bel tacer non fu mai scritto.

www.opinione.it/pages.php?dir=naz&act=art&edi=63&id_art=2572...

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PERCHÉ CGIL, CISL E UIL E ANCHE TUTTI GLI ALTRI SEI SINDACATI
HANNO AVVERSATO, CHI PIÙ CHI MENO, AIR FRANCE?
QUANDO HANNO CAPITO CHE AVREBBERO PERSO IL LORO POTERE ASSOLUTO SU ALITALIA…

Enrico Marro


Per capire quanto poco i sindacati abbiano sempre creduto in Air France basta dire che i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato riservatamente, prima della trattativa in esclusiva con i francesi, per ben tre volte i vertici di Lufthansa e l'ambasciatore tedesco.
Mentre non hanno mai incontrato il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, se non quando è cominciata questo strano negoziato con la proposta francese prendere o lasciare e la pistola del fallimento di Alitalia puntata alla tempia.

Solo il leader della Uil, Luigi Angeletti, una volta ha visto segretamente Spinetta
, smentendo la circostanza subito dopo, davanti alle proteste di Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni.
Ma perché Cgil, Cisl e Uil e anche tutti gli altri sei sindacati hanno avversato, chi più chi meno, Air France?


Raffaele Bonanni
© Foto U.Pizzi

Alla fine, il minimo comun denominatore di queste posizioni, è uno solo:
i sindacati hanno messo la salvaguardia del proprio potere — fortissimo in Alitalia — al primo posto.
Cgil, Cisl e Uil, e poi i piloti, hanno scartato il matrimonio coi francesi quando hanno capito che avrebbero perso i comandi della compagnia italiana.

Bonanni è quello che più ha lavorato, e ancora continua, per l'intesa con Lufthansa.
Con un obiettivo preciso: importare in Italia il modello di cogestione tedesco.
Il sindacato nel consiglio di sorveglianza. Questo il sogno del leader della Cisl: trasformare la fusione con Lufthansa nella testa d'ariete della democrazia economica.




Epifani, invece, è rimasto vittima della cultura del soccorso pubblico, ancora fortemente presente nella Cgil.
Evidentemente, l'esito della precedente tentazione statalista — ricordate la pressante richiesta della Fiom di far intervenire Finmeccanica nel capitale Fiat quando l'azienda era in crisi? — non ha insegnato nulla.
E la Cgil, in accordo con gli altri sindacati, ha pensato ancora una volta che la salvezza per Alitalia passasse per l'intervento pubblico, in questo caso di Fintecna.


Luigi Angeletti con la moglie
© Foto U.Pizzi

Angeletti, più libero da schemi ideologici, ha voluto, fin dall'inizio, andare a vedere le carte di Spinetta.
Ma poi, sul più bello, si è ritirato dalla trattativa, alimentando il sospetto di Cgil e Cisl che questa mossa fosse condizionata dal centrodestra, che già in passato ha tentato, senza successo, di mettere le mani sulla Uil.

I piloti, infine. Cioè l'Anpac. Ha guardato senza ipocrisie all'interesse dei suoi iscritti. Passando dall'entusiasmo per le garanzie iniziali offerte da Spinetta alla delusione per i sacrifici in ultimo richiesti anche ai piloti. E rifiutati seguendo l'antica convinzione che «senza i piloti non si vola».

Dopo la rottura dell'altro ieri tutti i sindacati hanno detto che la colpa è di Air France.
Che certo non era venuta in Italia per fare beneficenza e che al primo posto ha messo i suoi interessi commerciali.
Ma la domanda che resta è: quale altra compagnia accetterebbe la proposta dei sindacati rifiutata da Spinetta?
[SM=x44468] [SM=x44471]
La risposta non è difficile. Tanto è vero che gli stessi sindacati, ieri, hanno auspicato la ripresa della trattativa con i francesi. Sempre che non sia troppo tardi.
[SM=x44472]


04 Aprile 2008

Enrico Marro per il “Corriere della Sera”


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ALITALIA

«Air France ha detto no per il veto dei sindacati»


Berlusconi attacca e annuncia «riduzioni del personale»

La replica di Cisl e Cigl: «Hanno lasciato per colpa sua»

13:06 POLITICA «Giorni di afflizione fino al nuovo governo. Si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre»

Il governo approva il maxiprestito ponte: 300 milioni

Il retroscena - Tra il Cavaliere e la Lega è gelo
Verderami

Pasticci e paradossi


SCHEDA - Gli scenari


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4/23/2008 1:50 PM
 
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L’ultimo alitaliano vincente
Domenico Cempella ci spiega perché la compagnia di bandiera è morta il 14 dicembre 1999 e ci racconta quando “la belle italienne” era in attivo e progettava perfino di sposare Klm per diventare come Air France

da ilfoglio.it


C’era un tempo in cui i bilanci di Alitalia erano in attivo e i pretendenti stranieri facevano la fila per convolare a nozze con “la belle italienne”. C’era un tempo in cui Alitalia stava per assorbire Klm e poteva diventare quel che è oggi Air France. E c’era un manager che stava per compiere il miracolo: Domenico Cempella, entrato in azienda con i pantaloni corti e nominato amministratore delegato nel 1996, con la missione impossibile di risanare la compagnia di bandiera. Oggi in molti lo rimpiangono. Giovanni Minoli ha riconosciuto i suoi meriti un paio di settimane fa in una puntata de “La storia siamo noi”. A vederlo da vicino è un cordiale ma inconsolabile grumo di amarezza: “Con Klm potevamo diventare davvero un grande gruppo internazionale – è ancora convinto – Le due compagnie erano perfettamente complementari. E a Malpensa sarebbe nato davvero un hub europeo”. Sprecata quell’occasione, Alitalia non si è più ripresa. Quando è entrata in scena, Air France aveva già comperato Klm e la compagnia italiana era ormai la terza ruota del carro. Cempella sostiene pubblicamente che ai francesi non c’erano più alternative, ma non nasconde che si trattava di un ripiego. Chi ha ucciso, allora, la grande illusione? Come “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie, il colpo fatale non è stato inferto da una sola mano. Ma quando è morta, si sa, la data è certa: il 14 dicembre 1999. Allora, una telefonata di Tiziano Treu, ministro dei Trasporti nel governo D’Alema, informò l’amministratore delegato che il giorno dopo il traffico aeronautico non sarebbe più stato dirottato da Linate a Malpensa, come pattuito nella joint venture con gli olandesi. A quel punto, Klm capì che il governo italiano non era affidabile, non lo era più l’Alitalia, non lo era il paese nel suo complesso. Cempella smentisce, come ha fatto in tv, alcuni luoghi comuni. A cominciare da Malpensa. Il suo nemico principale non è Fiumicino, ma Linate. Assieme ad altri nemici, più piccoli, ma non meno insidiosi: il pulviscolo di aeroporti locali fioriti nel nord, e in particolare a est di Milano, in tutti gli anni in cui il progetto per il grande hub settentrionale muoveva a fatica i suoi passi. La localizzazione vicino a Varese di un grande aeroporto integrato con il cuore dell’Europa si deve a Mussolini. Poi venne ripreso negli anni Sessanta. A metà anni Novanta, sembrava in dirittura d’arrivo pur tra mille ostacoli: le proteste dei comuni brianzoli, le agitazioni dei sindacati che temono di perdere i privilegi romani, l’Unione europea dove in molti boicottavano il progetto, spinti dalle proprie compagnie di bandiera. La British Airways arrivò a indire una conferenza stampa per mostrare quanto fosse bizzarra l’idea di Malpensa.
Non aveva tutti i torti, perché mancavano quei collegamenti rapidi con il territorio che trasformano uno scalo in un hub. L’Italia dimostrava ancora una volta di non essere in grado di lavorare in modo sistemico. Tuttavia c’era qualcuno in Europa disposto a scommetterci: Klm, che non aveva la massa critica per sopravvivere. Ma la condizione era scegliere Malpensa e lasciare Linate. Il sindaco Gabriele Albertini si oppose: voleva il suo “city airport”. Dieci anni dopo, l’aeroporto resta ancora una tragica incompiuta. Intanto l’Alitalia è agli sgoccioli. A questo punto, manca non solo chi ci mette i soldi, ma il prodotto e soprattutto quella rete internazionale senza la quale non si può più volare. Lufthansa? Si è ritirata anzitempo perché aveva paura di inoltrarsi nella giungla dei veti. Aeroflot? “Andremo tutti in Siberia”, ironizzano amari alla Magliana: non ha né gli aerei né le linee per riempire Malpensa, tanto meno per integrare Alitalia. Secondo Tommaso Padoa-Schioppa, azionista ancora per pochi giorni, si chiude “un necessario passo in un tentativo di salvataggio, più volte fallito in passato”. La perdita è grande e non si tratta solo di campanilismo: una compagnia aerea con i suoi aeroporti mette in moto in media un indotto quattro volte superiore al suo fatturato. Ma l’occasione è perduta per sempre. E il tempo di Cempella non tornerà più.

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Berlusconi "minaccia" la Ue:
«Alitalia potrebbe essere acquistata da Ferrovie»
«C'è una squadra che va al di là del capitale necessario».


Tronchetti: «Disponibili a investire qualche milione»


Silvio Berlusconi alla Camera
(Lapresse)

ROMA - Se l'Unione Europea «si mette a zignare, allora potremmo prendere una decisione, per cui Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. Questa è una minaccia, non una decisione - Silvio Berlusconi parla con i cronisti in Transatlantico durante la seduta inaugurale della legislatura e non lesina le parole sul futuro della compagnia di bandiera dopo i dubbi espressi da Bruxelles sul prestito ponte concesso dal governo -.
Noi andiamo avanti con la compagine di azionisti, l'ho fatto in rispetto alla Ue, ma noi abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e non che metta difficoltà a chi governa».

Berlusconi ha comunque sottolineato che la strada principale resta la cordata di imprenditori italiani:
«C'è una squadra di persone che va ben al di là del capitale necessario. Vedremo adesso di fare la due diligence. Quando avremo il piano industriale, questa compagine nuova, assistita da banche che già ci sono, avanzerà delle proposte ai sindacati». Solo allora - spiega il Cavaliere - si deciderà sui tagli al personale.

TRONCHETTI - E i nomi nuovi non tardano a venire allo scoperto. Per esempio quello di Pirelli.
Di fronte a un progetto «chiaro e trasparente» per il rilancio di Alitalia e Malpensa «noi abbiamo dato la disponibilità di mettere il nostro nome e un chip, che vuol dire qualche milione di euro a tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre aziende - ha spiegato il presidente Marco Tronchetti Provera nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti -.
Abbiamo mille persone che prendono voli intercontinentali e che ci costano parecchie centinaia di euro.
Se Malpensa fosse chiusa, ci costerebbero milioni di euro. Dunque a fronte di un costo di sistema, di una minor presenza di operatori nel territorio e di progetti inconsistenti per Malpensa, abbiamo dato la nostra disponibilità a dare il nostro nome».
Diversa la posizione espressa dal presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza.
«Le bocce sono ferme, non c'è nessuna novità - ha detto Salza -, aspettiamo che qualcuno produca delle idee».
Riguardo all'ipotesi del coinvolgimento di banche nel salvataggio di Alitalia, oltre all'istituto guidato da Corrado Passera, Salza ha detto di non saperne niente: «Non abbiamo nessun elemento».

...

Fonte: Corriere della Sera - 29 aprile 2008
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BROCCOLO D'ORO 2008
4/29/2008 2:13 PM
 
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Re:



(...)

TRONCHETTI - E i nomi nuovi non tardano a venire allo scoperto. Per esempio quello di Pirelli.
Di fronte a un progetto «chiaro e trasparente» per il rilancio di Alitalia e Malpensa «noi abbiamo dato la disponibilità di mettere il nostro nome e un chip, che vuol dire qualche milione di euro a tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre aziende - ha spiegato il presidente Marco Tronchetti Provera nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti -.

(...)




Se la cordata è composta da geni della finanza come quest'uomo... [SM=x44472]
[Edited by ElveNKinG161 4/29/2008 2:15 PM]

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And love was there in vain, PROFOUND and deep but traced with pain - too early for a child of TEN
Loving the pure and sane he sought the goddess unstained - watching them turn to flesh again
HUNGRY for both the PURITY and SIN
Life seemed to him merely like a GALLERY of how to be
And he was always much more HUMAN than he wished to be
But there is a LOGIC to his world, if they could only see
(Pain of Salvation - Beyond the pale)
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Re: Re:


Se la cordata è composta da geni della finanza come quest'uomo... [SM=x44472]



Andrà forse male per qualcunaltro, ma non per lui che ha sempre tratto enormi profitti personali dagli affari in cui è entrato [SM=x44499]
[Edited by Etrusco 4/29/2008 2:21 PM]

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cominciamo bene minacciando la ue [SM=x44501]

che paese ridicolo
[SM=x44463] [SM=x44463] [SM=x44463]

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Perchè ga na testa che manco un porzeo ghe la magnaria
You're a good man,Charlie Brown

Il peggior nemico del bremaz è l'utente Rurro Rurrerini La dichiarazione di guerra
10/07/2009 13.45 - Capitano Marino: Mi quoto, aggiungendo che io soltanto pagherò il dolce alla Pippi.
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4/29/2008 3:56 PM
 
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Re: Re:
ElveNKinG161, 29/04/2008 14.13:




(...)

TRONCHETTI - E i nomi nuovi non tardano a venire allo scoperto. Per esempio quello di Pirelli.
Di fronte a un progetto «chiaro e trasparente» per il rilancio di Alitalia e Malpensa «noi abbiamo dato la disponibilità di mettere il nostro nome e un chip, che vuol dire qualche milione di euro a tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre aziende - ha spiegato il presidente Marco Tronchetti Provera nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti -.

(...)




Se la cordata è composta da geni della finanza come quest'uomo... [SM=x44472]




beh ma la cordata mica serve per salvare l'azienda [SM=x44455]
è per rimpinzare qualche protafoglio [SM=x44515]

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Re: Re: Re:
piperitapatty, 29/04/2008 15.56:




beh ma la cordata mica serve per salvare l'azienda [SM=x44455]
è per rimpinzare qualche protafoglio [SM=x44515]








[SM=x44471]

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va a finire che la cordata la fa FS-ENI-ENEL-CassaDepositi [SM=x44466]
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ma se alitalia la compra lo stato....allo stato ès stato chiesto? [SM=x44497]

SILVIO, IO IN QUANTO FACENTE PARTE DELLO STATO, E VISTO CHE LA COMPRI COI SOLDI MIEI

NON
LA
VOGLIOOOOO



ho visto al tg quell'imprenditrice calbarese cui hanno bruciato i 30 autobus che facevano parte della sua impresa. aveva detto no al pizzo. perchè i soldi non li diamo a queste persone invece che sputtanarli in un buco nero? [SM=x44491] [SM=x44491] [SM=x44491] [SM=x44493] [SM=x44493] [SM=x44493]

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Briscola IperCafonica 2012
4/29/2008 10:08 PM
 
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Molto illuminante il servizio ora in onda su Rai3 - Ballarò . . .

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Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vederti sperculeggiare quando le esporrai.
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