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Bathory

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    Kaiser Luka
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    Metallico fedelissimo
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    00 11/12/2007 3:36 PM
    non si può dire di conoscere il metal se non si passa da qui
    Poichè i Bathory si possono riassumere nella figura di Quorthon,è tratta da wikipedia.it questa sua biografia:
    « Apprendere della morte di Quorthon è stato triste. Appena 39 anni…ricordo che i Bathory entusiasmarono Frost e me fin dall’inizio – sono stati di fatto la prima band black metal che io abbia ascoltato, sarà stato l’86 o l’87. Da allora in poi sono sempre stato un grande fan di Quorthon, e la sua opera ha influenzato tutto ciò che ho fatto fino ad oggi. »
    (Satyr)

    Ace Börje Thomas Forsberg (Stoccolma, 17 febbraio 1966 – Stoccolma, 7 giugno 2004) è stato un cantante, chitarrista, tastierista e bassista svedese. Meglio conosciuto con il nome d'arte Quorthon, con il suo nome di battesimo Thomas o più semplicemente come Ace, fu fondatore e unico membro stabile e pubblico della black/viking metal band Bathory.

    Quorthon è considerato dai critici come uno dei maggiori innovatori del black metal, oltre che il padre fondatore, grazie in particolare agli album Blood Fire Death e Hammerheart, del genere viking metal.

    Morì di infarto il 7 giugno 2004. Di lui si ricorda la costanza e l’impegno che profuse in campo musicale, senza tuttavia eccedere nella ricerca del successo commerciale, del consenso dei fan o nell'abuso della sua notorietà, mantenendo anzi un atteggiamento ritroso e sfuggente. Questi elementi crearono intorno a lui, nel tempo, un alone di mistero ulteriormente alimentato dal suo carattere schivo e a tratti asociale, che taluni paragonarono a quello di un asceta.

    Le poche notizie sulla giovinezza (1966-1983)
    Ace Börje Thomas Forsberg nacque a Stoccolma il 17 febbraio 1966. Della sua infanzia e della sua famiglia si conosce veramente poco e lo stesso nome di battesimo è a tutt'oggi motivo di controversia. È noto come la stessa denominazione Ace Börje, nonostante appaia sulla sua lapide, fosse uno pseudonimo. È probabile che il suo nome all'anagrafe fosse Thomas, anche se durante la sua carriera rifiutò di essere chiamato così, replicando spesso che il suo nome era Runka Snorkråka, Pär Vers, Fjärt Bengrot, Folke Ostkuksgrissla o Fnoret, tutti pseudonimi da lui coniati e dal significato fortemente ironico.

    Suo padre, Börje Forsberg, conosciuto in campo musicale con il nomignolo "Boss", era esperto di musica rock e metal, tanto da ricoprire la carica di direttore e proprietario della casa discografica Black Mark Productions, fondata dal figlio.Probabilmente fu proprio lui a trasmettergli la passione per la musica e a indirizzarlo verso il futuro genere musicale.

    Si evince inoltre, da dichiarazioni rilasciate in alcune interviste, che Ace fosse appassionato di storia e affascinato dalla mitologia, in particolare riguardo alle saghe di quei popoli scandinavi che un tempo abitavano le sue terre di origine, tanto da dedicargli degli studi approfonditi. Molte delle sue canzoni contengono elementi epici e frequenti riferimenti a tematiche storico-mitologiche, ricorrendo spesso in tutte le fasi della sua carriera.


    La carriera musicale (1983-2004)



    L'era Black (1983-1988)

    La carriera musicale di Quorthon iniziò nel 1983 quando il gruppo di allora, denominato "Nosferatu" (di cui era leader sotto lo pseudonimo Black Spade), si sciolse e fu rifondato con il nome "Bathory", un esplicito riferimento alla contessa Elizabeth Báthory, figura controversa che lo aveva affascinato.

    Nel gruppo, Ace fu l'unico membro stabile e pubblico, facendosi supportare nei primi anni, in studio di registrazione, dal bassista Freddan, dal batterista Jonas Åkerlund e, per qualche mese, da un cantante soprannominato "The Animal", licenziato quando Quorthon decise di assumere personalmente il ruolo di cantante solista. I primi lavori evidenziarono una musica rude ed aggressiva, ponendo le basi di uno stile che molte altre band avrebbero successivamente imitato.

    Il debutto discografico avvenne nello stesso anno, quando due brani della band furono inclusi nella raccolta Scandinavian Metal Attack, ottenendo riscontri positivi dal pubblico e dalla critica. Fu così che il produttore della compilation, Tyfon Grammofon, contattò Quorthon, proponendogli di registrare un album in studio.

    Nel 1984 fu quindi pubblicato il primo album del gruppo, l'omonimo Bathory. Il disco presentava uno stile assimilabile a quello dei Venom, in particolare nell'album Black Metal (1982), considerato il capostipite del genere black metal, e degli Slayer. Uno stile rafforzato da cantati in violento scream, sempre incentrati sul tema del satanismo, e da basi musicali thrash metal molto simili a quelle di gruppi come Destruction o Metallica. Grazie agli ottimi apprezzamenti ottenuti, i Bathory poterono pubblicare l'anno seguente un nuovo disco, dal titolo The Return, che bissò le sonorità espresse nella precedente uscita abbinandole però ad una migliore qualità espressiva e di registrazione.

    Dopo due anni di pausa, Quorthon tornò sulle scene con un nuovo disco, dal titolo Under the Sign of the Black Mark. L'album, considerato uno dei più importanti esempi di black metal anni '80, presentava un sound maturato, con tematiche meno violente dei precedenti, ma comunque aggressive e coerenti con la sua forma mentis. Complessivamente, questo disco diventerà uno dei capostipiti della produzione dei Bathory e del black metal scandinavo in generale, oltre che un importante punto di riferimento di molte successive proposte musicali provenienti da quelle terre.


    La prima era Viking (1988-1993)

    Agli inizi degli anni novanta Quorthon prese il pieno controllo dei Bathory, licenziando i precedenti componenti e assumendo due turnisti (che si esibivano con i soprannomi di Kothaar e Vvornth). Con loro pubblicò nel 1988 un nuovo album, intitolato Blood Fire Death. Il disco presentava elementi di transizione e proposte ritmiche fortemente rallentate rispetto ai precedenti lavori. I testi si discostavano in parte dai precedenti argomenti per approdare al genere epico, affrontando ancora una volta il tema della battaglia contro la religione cristiana. Il satanismo esplicito dei precedenti lavori, sfuma ora verso toni di maggiore introspezione, indulgendo alla rievocazione e riproposizione dell'antica religione nordica alla ricerca di una sorta di rivincita sulla cristianità. Nonostante questi aspetti, l'album presentava ancora sonorità di derivazione black ma gettò le basi per i successivi lavori folk metal e viking metal.

    Fu nel 1990 con l'uscita di Hammerheart che i Bathory sorpresero critica e ammiratori con un cambio improvviso di genere. Il disco, dominato da atmosfere fortemente epiche, presentava uno stile ancora meno aggressivo dei precedenti. Inoltre, per la prima volta, fu adottata la tecnica del "triplet gallop beat", resa famosa dalla band epic metal Manowar; furono sempre questi ultimi ad esercitare un'influenza primaria sulle atmosfere e le parti corali presenti nel disco. I testi, ulteriore elemento di novità, si sviluppavano come un concept-album, sul tema del lungo e tormentato processo di cristianizzazione dei popoli scandinavi, un evento doloroso e violento che provocò profonde fratture nella società e nella cultura nordica del tempo.

    Con Hammerheart i Bathory diventarono i capostipiti del genere viking metal. L'album ebbe un apprezzabile successo commerciale, ulteriormente trascinato dal del video del brano One Rode to Asa Bay. Il filmato, totalmente finanziato da Quorthon, fu mandato in onda anche da MTV.

    Forti dei favorevoli riscontri, i Bathory riproposero lo stile musicale di Hammerheart anche nell'album successivo, Twilight of the Gods, pubblicato nel 1991. Il disco portò alla definitiva maturazione musicale del gruppo proponendo un folk metal a base nordica con forti influenze classiche (fatto questo dimostrato dallo stesso titolo, traducibile in lingua italiana come "Il Crepuscolo degli Dei", riconducibile al terzo atto dell'opera di Richard Wagner "L'anello del Nibelungo"), in un contorno di atmosfere e ritmiche evocative e celebrative. I testi affrontavano temi mitologici, senza però risolversi in un concept-album, e comportando perciò un aumento delle parti corali ed acustiche. Anche Twilight of the Gods riscosse un buon successo di critica e di pubblico.


    Parentesi thrash e dischi solisti (1993-1996)

    Nel 1993 Quorthon decise di accantonare momentaneamente il progetto Bathory e nel 1994 pubblicò un lavoro solista intitolato semplicemente Album. Il disco, che esibiva un sound a metà tra il rock e il rock alternativo, il tutto influenzato ancora una volta da sonorità nordiche, non soddisfò in alcun modo i fans del polistrumentista e si rivelò un insuccesso commerciale, inducendo l'artista ad un ritorno sui propri passi per dedicarsi di nuovo a tempo pieno ai Bathory.

    Vittima però di un calo di ispirazione, dovuto forse alla incessante ed eccessiva ricerca di innovazione, Quorthon pubblicò due album thrash/black metal che ebbero riscontri commerciali ed artistici scadenti. Si trattava di Requiem (1994) e Octagon (1995). I brani riproponevano sonorità poco innovative, un thrash anni '80 simile a quello di band come Slayer, Sodom e Kreator ma nettamente inferiore in qualità e fantasia, la cui unica caratteristica degna di nota era l'inserimento di elementi nordici nelle parti vocali.

    Nel 1997 Quorthon tentò di risollevare la sua carriera solista con un disco dal titolo Purity of Essence, nuovamente dalle sonorità rock/rock alternativo ma, anche in questo caso, i riscontri furono molto scarsi. Il disco non riscosse successo, convincendo di fatto Quorthon ad abbandonare definitivamente l'idea di una carriera solista sotto il proprio nome.


    La seconda era Viking (1996-2004)

    Intanto, nel 1996, Quorthon aveva dato alle stampe, su forte pressione dei suoi estimatori, un nuovo album con i Bathory, dal titolo Blood on Ice, già pronto per la pubblicazione fin dal lontano 1989 ma che non aveva mai ritenuto completo. Blood on Ice vide un ritorno allo stile viking metal dei precedenti lavori, rivelandosi una scelta di successo. Il disco ripropose la forma di un concept-album incentrato su una saga leggendaria, secondo molti autobiografica, riguardante un eroe mitologico nato dalla sua fantasia. Musicalmente, l'album rimanda all'epic metal anni '80, caratterizzato da melodie aggressive e potenti e brani che ottennero recensioni positive, nonostante la cattiva registrazione. Fu comunque uno dei dischi di maggiore successo dei Bathory e uno degli esempi di viking metal più spesso citati.

    Quorthon e i Bathory si eclissarono dalle scene per cinque anni, durante i quali la sola pubblicazione fu la raccolta Jubileum III (1998). Nell'ottobre 2001 i Bathory ricomparvero sulla scena metal con l'album Destroyer of Worlds, un disco, a detta dello stesso Quorthon, realizzato frettolosamente sotto le continue pressioni della sua casa discografica. Il risultato fu dunque un lavoro ibrido, a cavallo tra le sonorità viking metal e il thrash metal degli album Requiem e Octagon. Quorthon, nonostante tutto non insoddisfatto del risultato, affermò che l'album originariamente ideato doveva assumere connotazioni progressive, ma che, a seguito di numerose sollecitazioni di fan che chiedevano un album più simile ai primi lavori, fu deciso di accantonare i brani in preparazione ripartendo da zero.

    L'anno successivo, nel 2002, Quorthon riapparve sulla scena pubblicando il primo di tre dischi di una saga musicale dal titolo "Nordland", intitolato Nordland I, a cui seguì a distanza di un anno la parte seconda, Nordland II, pubblicato nel 2003. Questi due dischi, dal buon successo commerciale, apparvero come il culmine dell'evoluzione del genere viking metal da parte di Quorthon, con canzoni molto lunghe ed evocative e testi dal contenuto storico e mitologico.


    Il decesso e i tributi alla memoria (2004-oggi)
    Mentre si attendeva il terzo capitolo della saga Nordland (previsto per i primi mesi del 2006), il 9 giugno 2004 fu annunciata sul sito ufficiale del gruppo la morte improvvisa e inaspettata di Quorthon. Nei giorni seguenti, confermata in modo ufficiale la notizia, fu reso noto che il musicista era stato trovato privo di vita nel suo appartamento di Stoccolma il 7 giugno 2004, colpito presumibilmente da un infarto all'età di 38 anni. L'autopsia confermò la diagnosi e stabilì anche che già da anni Quorthon era affetto da problemi cardiaci.

    I Bathory, privi del loro leader, si sciolsero immediatamente. I funerali del musicista si tennero in forma privata e le sue spoglie tumulate nella tomba di famiglia del Sandsborgs Cemetery di Stoccolma. La scomparsa di Quorthon ebbe una vasta eco nel mondo della musica epica e black, e molti artisti porsero pubblicamente il loro addio al musicista. Sull'onda della grande partecipazione emotiva dei fans, la famiglia Forsberg diramò un comunicato, a tre settimane dall'evento, in cui esprimeva pubblici ringraziamenti.

    L'11 aprile 2005 venne pubblicato il primo lavoro postumo di Quorthon. Si trattava di "Silverwing", un brano a cui il musicista stava lavorando nei primi mesi del 2004 assieme all'ex guest vocalist dei Lake of Tears Jennie Tebler. Il singolo, interamente composto e suonato da Quorthon e mixato da suo padre, fu realizzato dalla Black Mark Records.
    Il 3 giugno 2006 la Black Mark Records pubblicò un box set in suo ricordo, dal titolo In Memory of Quorthon, contenente tre cd, un booklet di 176 pagine, un DVD con il video integrale di One Rode to Asa Bay, oltre che interviste e rare immagini. Furono pubblicati anche molti tributi alla band Bathory dei quali il più famoso fu la compilation intitolata In Conspiracy with Satan: A Tribute to Bathory.


    Musica
    Strumentazione
    Nei primi anni di carriera (durante il periodo black metal dei Bathory) Quorthon utilizzò una chitarra Ibanez Destroyer I. In seguito, grazie anche a migliori disponibilità economiche, poté permettersi l'utilizzo di numerosi strumenti della Gibson Guitar Corporation, casa che divenne in breve tempo la sua fornitrice ufficiale, sia per le chitarre che per i bassi elettrici.

    Per quanto concerne gli altri strumenti, Quorthon utilizzò percussioni della Roland Digital Drums. Di altri strumenti, come ad esempio delle tastiere e gli strumenti folkloristici, non è nota la provenienza. Usò inoltre archi della Dean Markley, plettri della Jim Dunlop, amplificatori della Yamaha e della Marshall Amplification.


    Stile e influenze

    Analizzando la tecnica e le ritmiche prodotte da Quorthon ci si rende facilmente conto che, nei fraseggi di chitarra, egli evidenziò uno stile veloce, adatto nel gestire i riff cupi e potenti, tipici del genere. Analoghe considerazioni sono suggerite dall'ascolto delle parti di basso e più in generale dei diversi strumenti a corda che suonò nei brani più evocativi. Anche alle tastiere, Quorthon si produsse in un'adeguata resa della coralità e della solennità del genere epic; l'utilizzo evocativo nella sua musica di atmosfere nordiche, riusciva infatti a catturare l'immaginario dello spettatore, portandolo a concentrarsi in modo intenso sulle argomentazioni delle tracce.

    Nel suo stile canoro fece largo uso della tecnica di scream mista a growl, specie nei primi tre album dei Bathory, dove ottenne ampi apprezzamenti per la particolari tonalità rauche e soffocate. Quando passò al genere viking metal,il musicista esibì una vocalità, secondo molti, non altrettanto efficace, caratterizzata da una vistosa monotonalità che, specialmente nelle parti più acute, talvolta trascendeva fino ai limiti della stonatura. Ciononostante, diversi artisti si ispirarono al suo stile e lo citarono come un'importante influenza. Riguardo al suo background musicale, sebbene Quorthon nel 2001 abbia dichiarato:

    « Non compro dischi metal e non leggo riviste metal, l’unica musica realmente pesante da cui sono influenzato sono i primi album dei Motörhead, e comunque non li ascolto da dieci anni. Quando ho cominciato a scrivere Destroyer of Worlds quest’estate l’ho fatto sotto l’influenza dei vecchi dischi dei Bathory (...) »


    è facile riconoscere all'interno delle sue composizioni parallogismi musicali e stilistici con numerosi gruppi. Tra le band più "estreme", spiccano i nomi di gruppi come Venom, Motörhead, Metallica, Slayer, Sodom e Destruction, mentre talvolta, e specialmente nei due album solisti, sono percepibili influenze di gruppi come Black Sabbath, Manowar, Sex Pistols, Kiss, The Exploited e G.B.H..[2] Le band che invece devono qualcosa alle fasi più innovative di Quorthon e dei Bathory sono in generale molteplici distribuite in tutti i generi del metal.


    Elementi innovatori
    Quorthon è unanimemente considerato dai critici come uno dei maggiori innovatori del black metal nordico;infatti, pur mantenendo testi che, come per gli altri gruppi black del periodo, si rifanno spesso a temi satanici, blasfemi e cruenti, musiche basate sull'uso di riff e power chord diversi da quelli comunemente usati nell'heavy metal, e una produzione spesso volutamente scarna, fortemente incentrata sulla batteria e sulla chitarra, a scapito del basso, aggiunse per la prima volta un cantato in primitivo scream, tecnica vocale basata sull'uso di timbri alti e su sonorità roche che la trasformavano in un violento urlo.

    È anche considerato, grazie in particolare agli album Blood Fire Death e Hammerheart, un innovatore del folk metal e il padre fondatore del viking metal, un genere di diretta derivazione dal black (analoghe sono infatti le atmosfere cupe e le ritmiche dure e pesanti, seppure fortemente rallentate), ma privo del cantato scream e rafforzato da atmosfere epiche riecheggianti le leggende della mitologia scandinava, e parti corali.


    Il carattere

    Il pensiero

    Leggendo i testi dei brani di Quorthon, si evince quanto egli fosse conoscitore appassionato di esoterismo, di storia e di mitologia vichinga, oltre che un attento osservatore del presente. Nel corso della sua carriera, cercò infatti di sensibilizzare i suoi ascoltatori sulle vicende legate al suo popolo e alla sua cultura, spesso presentandosi, specialmente nei primi anni di carriera, come una figura anticristiana e fortemente pagana. Contrariamente all'opinione comune, egli non prese comunque mai seriamente in considerazione questo ruolo di satanista e le relative tematiche occulte; infatti dichiarò:

    « È vero, di sicuro che c'erano tematiche occulte nelle lyrics dei Bathory ai vecchi tempi. L'ispirazione proveniva dai film horror, fumetti horror e nessuna seria lettura tipo 'Bibbia nera' o cose del genere. La band preferita che i tre membri originari di Bathory avevano in comune, erano i Black Sabbath.(...) A quei tempi in Svezia, nel 1983, la band Europe aveva già fatto uscire il proprio primo LP, e noi pensavamo che i loro pseudonimi live in inglese fossere stupidi, ma anche noi decidemmo di adottare degli pseudonimi da palco; solo che noi volevamo nomi impronunciabili e dall'inizio ci chiamavamo coi nomi più stupidi. Io scelsi Quorthon dopo un po', prendendolo da alcuni libri su Satana. Si suppone che Quorthon - uno dei sette guerrieri di Satana - debba combattere il Nazareno (Gesù) il giorno del Giudizio, o qualcosa del genere. Tutto ciò era realmente denso di un notevole 'sense of humor'. Ma io ho incluso un pentacolo sul mio autografo, non come segno di credenza spirituale o punto di vista religioso, rappresentava solo il nome 'Quorthon'. (...) Di sicuro non prendemmo alcuna tematica satanista per essere 'trendy'. Non sapevamo assolutamente nulla circa l'intera scena underground del Black Metal a quel tempo. Non mi importa se qualcuno mi crede o meno, ma questa è la verità. Derivava tutto da fumetti horror più Black Sabbath, né più né meno. Così dopo il primo album, capendo che la gente amava questo stile di metal estremo e concetti sull'occulto, continuammo con "The Return", ancora più intriso di un 'mood' satanico. "Under The Sign…" ha ancora alcuni riferimenti occulti in esso, così come "Blood, Fire, Death". Quando oggi la gente mi chiede se sono mai stato un satanista, o abbia mai creduto in qualcosa del genere, la mia risposta è no. Non sono mai stato un satanista. Ho capito 20 anni fa che il satanismo era un prodotto del cristianesimo e che entrambe le cose erano solo stronzate. »


    Altro elemento importante del pensiero di Quorthon fu quello legato all'uomo e all'umanità in generale. Egli espresse sempre un certo pessimismo riguardo alla condizione umana, affermando di vedere intorno a sé una schiera sempre più folta di individui schiavi delle circostanze e incapaci di reagire alle difficoltà dell'esistenza. Proprio riguardo alla condizione dell'uomo egli disse:

    « Gli uomini sono coglioni. Siamo l’unica razza che uccide per divertimento. Non farti troppi amici se vuoi rimanere vivo. Non metterti in politica, non essere religioso, non ascoltare chi ti dice cosa fare. È pazzesco come qualche deficiente si sia ispirato ai Bathory per bruciare chiese o uccidere omosessuali. »



    Il rapporto con i fan e i media

    Quorthon fu un uomo schivo e solitario e, nonostante il successo raggiunto, preferì tenersi fuori dalle scene e lontano dai riflettori. Fu estremamente riservato riguardo alla sua vita privata, tant'è che di lui sono note pochissime notizie certe e affidabili. Concesse raramente interviste e le sue apparizioni sulle riviste di settore e in televisione furono molto scarse. Dei suoi esigui servizi fotografici sono note soltanto circa 100 foto.

    Per lo stesso motivo non si esibì mai in concerto con la sua band e i rapporti con i fan furono incostanti, limitati a occasionali eventi non pubblicizzati legati al mondo underground. Uno dei pochi filmati di questo artista fu girato durante un breve tour promozionale in Portogallo nei primi anni '90, dove si vede un Quorthon circondato da pochi amici e una sessione di autografi con alcuni ammiratori in un piccolo locale apparendo anche qui, sebbene disponibile, piuttosto impacciato e di poche parole.

    Questo suo comportamento favorì il nascere di un'aura che taluni definrono leggendaria attorno alla sua figura e a quella del suo gruppo. Durante un intervista del 2001, a chi gli chiedeva se egli sentisse sulle sue spalle la responsabilità di apparire come una leggenda, Quorthon rispose così:

    « I nostri album negli anni ottanta erano semplicemente dei buoni album, sono diventati "leggendari" solo nei novanta, perché è in questa decade che i fans dei Bathory hanno formato le loro bands e ora c’è una grande scena fatta di gente che è stata fan dei Bathory e che ci considera una leggenda. Non è qualcosa che abbia creato io, è qualcosa che è avvenuto nel cuore della gente. Il vero problema è che la leggenda dei Bathory è più grande dei Bathory stessi ed è un demone che non si può uccidere. Io ci ho provato a distruggere la leggenda di Quorthon facendo dei dischi solisti veramente stupidi, ma non ci sono riuscito. È molto divertente avere ragazze che ti mandano loro foto in cui appaiono nude, ma non lo è altrettanto avere dei fans che ti mandano dei gatti morti perché pensano che io me li mangi o ci faccia qualcosa di strano. La leggenda è come un mostro e spesso è difficile per la gente capire che sono solo un musicista non una specie di padreterno del black metal o un demone che sputa fuoco e mangia bambini. »


    Nonostante ciò, Quorthon tenne sempre in grande considerazione le opinioni dei suoi ammiratori: nel 2001 fu persuaso, dalle continue e-mail ricevute dai fan, ad accantonare un progetto per un nuovo stile musicale progressivo dei Bathory in favore di un ritorno a sonorità più simili a quelle della prima decade di storia del gruppo; il risultato fu il disco Destroyer of the Worlds.Ma, proprio a causa di questi continui cambi di genere, si formò ben presto una sorta di scissione tra i suoi estimatori: una parte sostenne le sonorità thrash/black metal, l'altra preferì la pubblicazione di dischi basati sullo stile viking metal. Riguardo a questa situazione, Quorthon ebbe a dire con amarezza:

    « Da sempre i fans di Bathory si suddividono in due schiere separate, i fans dei Bathory 'nordic/viking/epic' e i fans dei Bathory 'death/black/thrash', così che per ogni albums si possa dire: "Non importa alla fine come suoni… metà dei tuoi fans lo odierà comunque!". Non è certo una situazione simpatica nella quale trovarsi. »

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    "One Road to Asa Bay" da "Hammerheart"

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    Quorthon in Portogallo-1990

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