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Gillo Dorfles e Carlo Ripa di Meana, due personalità a cavallo di due secoli

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    binariomorto
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    00 3/2/2018 11:37 PM
    Addio a Gillo Dorfles, 107 anni guardando sempre al futuro


    "L'arte è l'unica passione a cui sono rimasto fedele"




    Quando era nato, nel 1910, la sua Trieste faceva parte dell'Impero austro ungarico. In una vita che ha superato alla grande e non di poco i cento anni (ne aveva compiuti 107 il 12 aprile), Gillo Dorfles, scomparso oggi a Milano, si e' preso il lusso di sperimentare di tutto, dalla medicina alla filosofia, l'arte, l'architettura, la musica, la moda. E ha conosciuto praticamente tutti, da Italo Svevo quando era impiegato in una fabbrica di vernici a Eugenio Montale di cui era intimo, fino a Lucio Fontana, che ha contribuito a lanciare. Ha preso il caffé con Cesare Pavese e battibeccato con Salvatore Quasimodo, e' stato ospite di Frank Lloyd Wright e amico personale di Renzo Piano.

    Ma soprattutto ha avuto la fortuna e la forza di essere incredibilmente lucido e attivo fino all'ultimo, tanto da partecipare a metà gennaio alla Triennale all'inaugurazione di Vitriol, una personale dedicata ai disegni realizzati tra il 2010 e il 2016. In parte sarà stata una questione di dna, certo. Come per quel suo corpo magrissimo e per quella sua splendida faccia, scolpita dalle rughe. Ma il suo segreto, forse proprio l'elisir che gli ha garantito una cosi' lunga e bella vita, e' sicuramente nella passione e nella curiosità per il mondo e per il presente, nella capacita' di essere 'contemporaneo' fino al midollo, senza cedimenti. '

    'Ho dimenticato meta' secolo e sto dimenticando l'altra meta' perche' voglio vivere nel futuro'', rispondeva pacato, qualche tempo fa ad un intervistatore che aveva fatto l'errore di ricordargli l'età. Arte, gusto, miti, mode: decano dei critici italiani e lui stesso pittore di talento, Dorfles e' stato uno straordinario testimone e protagonista del Novecento e oltre. Nato a Trieste da padre goriziano e madre genovese, laureato in medicina e specializzato in psichiatria, una grande passione anche per i cavalli, Angelo detto 'Gillo' ha da subito preferito l'attività di pittore e l'impegno come critico e studioso d'arte, che lo ha portato poi ad insegnare estetica nelle Università di Firenze, Trieste, Venezia e Milano: ''L'arte e' l'unica passione a cui sono rimasto sempre fedele, sin dalle prime folgorazioni dell'astrattismo di Klee e di Kandinsky'', ha ripetuto spesso. Anche se l'interesse per la psichiatria, le sue letture attente di Jung e Rudolf Steiner, rimarranno una sorta di filo conduttore in molti suoi scritti. Nel 1948, insieme con Atanasio Soldati, Gianni Monnet e Bruno Munari, e' stato tra i fondatori del Mac - Movimento per l'arte concreta e nel 1956 ha contribuito alla realizzazione dell'Adi (Associazione per il disegno industriale). La sua bibliografia e' sterminata come i suoi interessi. In tanti decenni di attività ha scritto monografie di artisti (da Bosch fino a Toti Scialoja), ha pubblicato studi sull'architettura e un saggio che ha fatto epoca sul disegno industriale (Il disegno industriale e la sua estetica, 1963). Con un libro diventato un cult ha insegnato agli italiani cos'e' il kitsch (Il Kitsch, antologia del cattivo gusto, 1968).

    E nel 2012, a 45 anni di distanza dall'uscita di quel testo che fu una pietra miliare per comprendere l'evoluzione del cattivo gusto nell'arte moderna, la Triennale di Milano gli ha reso omaggio con una mostra (Gillo Dorfles. Kitsch oggi il Kitsch) per descrivere il fenomeno in tutte le sue più recenti articolazioni. Non solo un testimone, insomma. Ponendosi come figura trasversale e non canonica, Dorfles ha contributo in maniera sostanziale al rinnovamento nel dopoguerra dell'estetica italiana, del modo di vedere l'arte e la produzione di oggetti del nostro tempo, attento alla fotografia come alla pubblicità, spesso provando ad affrontare l'aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica. Accademico onorario di Brera, Fellow della World Academy of Art and Sciences, Dottore honoris causa del Politecnico di Milano e dell'Universitad Autonoma di Citta' del Messico, ha ricevuto tantissimi premi, dal Compasso d'oro dell'associazione per il design industriale (ADI) al Premio della critica internazionale di Girona, Matchette Award for Aesthetics. Negli ultimi tempi si era concentrato sulla passione per l'alchimia, suo vecchio pallino. Vitriol, l'enigmatico personaggio che aveva inventato nel 2010 e che ha dato il titolo all'ultima rassegna della Triennale, nasconde nel suo nome uno degli acronimi più usati dagli alchimisti. "Ognuno deve costruirsi il suo Vitriol", spiegava paziente al cronista, "la ricerca della Pietra Filosofale è quella del mistero che sta alla base della vita". La sua, confidava, la vedeva come una pietra "piccola, poco pesante". E forse, chissà, alla fine l'ha anche trovata.

    Fonte: ANSA

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    binariomorto
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    00 3/2/2018 11:46 PM
    Morto Carlo Ripa di Meana


    Aveva 88 anni




    E' morto all'età di 88 anni in un ospedale romano Carlo Ripa di Meana. A darne notizia è il figlio Andrea in una telefonata all'ANSA. "A meno di due mesi dalla scomparsa dell'adorata moglie Marina si è spento oggi pomeriggio", dice il figlio che ricorda come il padre Carlo è stato "uomo politico e di cultura socialista e ambientalista, parlamentare, ministro della Repubblica, presidente della Biennale del Dissenso e di Italia Nostra. "Mio padre - aggiunge il figlio - è morto assistito con amore dal figlio, dalle sorelle e fratelli".

    Nato a Pietrasanta, in Toscana, il 15 agosto 1929, secondo di sette fratelli, Ripa di Meana faceva parte della famiglia dei marchesi di Meana; sua madre Fulvia Schanzer era figlia del parlamentare e ministro giolittiano Carlo Schanzer. Radici che fecero di lui un nobile progressista che si avvicinò prima, negli anni '50, al Pci, poi alle idee socialiste fino a entrare nel comitato centrale del Psi agli inizi degli anni Sessanta e ad essere eletto, 10 anni dopo, nelle elezioni regionali del 1970 in Lombardia, consigliere del partito socialista. Nell'arco di quel decennio fu in stretto contatto con alcuni dei personaggi più in vista del mondo culturale dell'epoca, dall'architetto Vico Magistretti allo scrittore Luciano Bianciardi, ai giornalisti Camilla Cederna, Giorgio Bocca, Lina Sotis, alla designer Gae Aulenti, con la quale ebbe una lunga relazione. Dal 1974 al 1979 - anni in cui politicamente si avvicinò alle idee di Bettino Craxi, conosciuto molto tempo prima a Praga - fu presidente della Biennale di Venezia. Quindi proseguì la sua carriera politica entrando nel Parlamento Europeo e nel 1985 divenne Commissario europeo alla cultura e all'ambiente. Tre anni prima, nel 1982, aveva sposato con rito civile - testimoni Alberto Moravia, Goffredo Parise e Bettino Craxi - Marina Lante della Rovere, con cui visse 35 anni e che è morta lo scorso 4 gennaio dopo aver a lungo lottato contro un tumore. Nel giugno 1992 fu nominato ministro dell'Ambiente nel governo Amato, incarico che lasciò nove mesi dopo, schierandosi contro il cosiddetto "colpo di spugna", il decreto che sotto tangentopoli depenalizzava il finanziamento illecito ai partiti. A metà degli anni '90 iniziò un nuovo percorso politico con i Verdi, di cui fu portavoce nazionale e poi nuovamente europarlamentare fino al giugno 1999. Da questo momento l'impegno per l'ambiente e la tutela del paesaggio divennero prioritari, portandolo alla presidenza di Italia Nostra. "Lo ricordiamo come un grande ambientalista", sottolinea il presidente dei Verdi angelo Bonelli.

    Fonte: ANSA

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    c'eraunavodka
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    00 3/3/2018 11:00 AM
    Ammirevole davvero chi arrivato a 107 anni continua a fare progetti per il futuro e si tiene sempre impegnato intellettualmente...


    rip
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    Robert - W la... foiga!
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    00 8/24/2018 10:37 PM
    Re:
    c'eraunavodka, 03/03/2018 11.00:

    Ammirevole davvero chi arrivato a 107 anni continua a fare progetti per il futuro e si tiene sempre impegnato intellettualmente...


    rip

    Mi associo al tuo commento e mi limito a dire che purtroppo molti giovani (spesso per colpe altrui) NON fanno nessun progetto per il futuro perchè sono demoralizzati e depressi ad esempio per colpa della solitudine figlia del bullismo scolastico e dell'isolamento sociale perchè nessun adulto se ne è mai fregato di aiutare chi è più debole
    [Edited by Robert - W la... foiga! 8/24/2018 10:40 PM]

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    Arcanna Jones
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    00 8/25/2018 12:16 PM
    Re: Re:
    Robert - W la... foiga!, 24/08/2018 22.37:

    Mi associo al tuo commento e mi limito a dire che purtroppo molti giovani (spesso per colpe altrui) NON fanno nessun progetto per il futuro perchè sono demoralizzati e depressi ad esempio per colpa della solitudine figlia del bullismo scolastico e dell'isolamento sociale perchè nessun adulto se ne è mai fregato di aiutare chi è più debole




    La mancanza di progetti però non è imputabile solo al bullismo, certamente un fenomeno deprecabile e da combattere, ma molti giovani hanno perso la capacità di sognare e combattere per realizzare i loro sogni, preferiscono prendere scorciatoie e ottenere tutto senza sacrifici... [SM=x44464]
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    Robert - W la... foiga!
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    00 11/28/2018 11:28 PM
    Re: Re: Re:
    Robert - W la... foiga!, 24/08/2018 22.37:

    Mi associo al tuo commento e mi limito a dire che purtroppo molti giovani (spesso per colpe altrui) NON fanno nessun progetto per il futuro perchè sono demoralizzati e depressi ad esempio per colpa della solitudine figlia del bullismo scolastico e dell'isolamento sociale perchè nessun adulto se ne è mai fregato di aiutare chi è più debole
    Arcanna Jones, 25/08/2018 12.16:

    La mancanza di progetti però non è imputabile solo al bullismo, certamente un fenomeno deprecabile e da combattere, ma molti giovani hanno perso la capacità di sognare e combattere per realizzare i loro sogni, preferiscono prendere scorciatoie e ottenere tutto senza sacrifici... [SM=x44464]


    Una parte sono quelli che dici tu, ma la stragrande maggioranza ha semplicemente perso OGNI speranza a causa del danno psicologico causato dal bullismo e dalla violenza subita in età infantile e adolescenziale: la violenza verbale e psicologica spesso fa danni peggiori della violenza fisica perchè dalle ferite fisiche si guarisce, da altre ferite NO
    [Edited by Robert - W la... foiga! 11/28/2018 11:31 PM]

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